Non vorranno fare melina per portarci all’esercizio provvisorio, vero?

«Sarebbe utile e urgentissimo che il ministro dell’economia e delle finanze spiegasse, per tabulas, magari in maniera didascalica, innanzitutto ai colleghi del governo, ai gruppi parlamentari della cosiddetta maggioranza di centro destra e, poi, a tutti i membri del parlamento, quali sarebbero le conseguenze disastrose, se la manovra finanziaria e la legge di bilancio non venissero approvate dalle Camere, entro il 31 dicembre 2022. E cosa comporterebbe, in base all’art. 81 della costituzione, un esercizio provvisorio, da approvare per legge e per quattro mesi rinnovabili: spese bloccate e ridotte, per mese, ad un dodicesimo. Ricorrere all’esercizio provvisorio, quindi, mai più introdotto dal 1988, cadrebbe come una bomba incendiaria sulla crisi economico-sociale in atto nel paese, accelerando la recessione e l’inflazione; certificherebbe la debolezza costitutiva della maggioranza, uscita dalle elezioni; allarmerebbe i mercati finanziari, con le prevedibili conseguenze in sede europea, persino sui progetti del Pnrr; pregiudicherebbe l’immagine del governo e, a livello internazionale, screditerebbe la stessa leadership della premier che lo presiede. Manca un solo mese! Si lavori non solo a Natale, ma anche nottetempo, e si rinunzi, anche da parte dell’opposizione, alla tarantella inutile degli emendamenti propagandistici, lasciando spazio a quelli suggeriti anche da Unimpresa, a partire dal fondi per il welfare aziendale, al fine di aiutare le pmi, i lavoratori e le famiglie ad uscire dal guado. Nonostante questa legge di bilancio, proposta al parlamento, abbia deluso le aspettative non solo di Unimpresa e si sia rivelata claudicante, sarebbe preferibile approvarla, nei termini, con pochi correttivi essenziali, piuttosto che precipitare, agli inizi del nuovo anno, nel baratro finanziario». Lo dichiara il segretario generale di Unimpresa, Raffaele Lauro.

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