Non vi piace cibo e alloggio? Potete tornare a casa vostra

di ROBERTO BERNARDELLIimmigrazione-sbarchi-22-aprile-2014

Sono e resto sempre più allibito e sconcertato per le lamentazioni dei clandestini che sbarcano e vengono accolti, gratis, a nostre spese, a casa nostra.

Si lamentano. Non piace il cibo, non piacciono le camerette, non piace il contesto. Ma scusate, da dove arrivate? Cosa mangiavate e ogni quanto mangiavate? Noi viviamo così, all’occidentale, ci adattiamo e ringraziamo chi ci ospita se abbiano bisogno, oltre al fatto che abbiamo milioni di giovani senza lavoro che non hanno di che mangiare, padri che fanno la fila alla Caritas per il pacco alimentare. Famiglie sfrattate che non sanno dove andare. In compenso le prefetture chiedono ai privati di dare le abitazioni chiuse ai migranti, l’Ance invita i costruttori edili a fornire alla caritas per 300 euro a cranio, gli appartamenti invenduti. Di che ci lamentiamo, cari aspiranti profughi?

Nel leggere tre notizie, una dietro l’altra, di comitati di clandestini che vanno in prefettura a battere i pugni per pretendere di più, mi viene da pensare che è ciò che si merita l’alta casta, il rango alto della pubblica amministrazione. Ma non se lo meritano i cittadini che sono alla fame e che non vanno a lamentarsi da sua eccellenza il prefetto. Portano la croce della loro povertà in silenzio.

Ed invece gli altri? Leggere per credere, tutte nello stesso giorno, lunedì 20 luglio 2015.

Notizia 1 – Sardegna

Alcune decine di migranti ospitati in un agriturismo nella borgata di Palmadula, a circa 40 chilometri a nord ovest di Sassari, hanno organizzato una protesta stamane davanti all’ingresso della struttura. Secondo quanto si apprende lamentano insoddisfacenti condizioni di alloggio. Sul posto sta intervenendo la polizia anche se, al momento, non si registra alcun disordine. I migranti destinati Palmadula avevano creato problemi anche un mese fa quando, appena arrivati nella struttura loro riservata, una trentina si erano rifiutati di scendere dagli autobus con i quali erano stati trasferiti da Santa Maria La Palma, vicino ad Alghero. La protesta, iniziata il 9 luglio, si era conclusa due giorni dopo in seguito a una lunga trattativa.

Notizia 2 – Verona

Un gruppo di profughi sistemato in una struttura sopra la frazione di Avesa a Verona, ha manifestato oggi in strada per protestare contro le cattive condizioni degli alloggi. Gli immigrati hanno bloccato la strada esponendo cartelli sui quali denunciano la presenza di rettili e la scarsità del mangiare. La manifestazione è stata sciolta con l’arrivo del prefetto vicario Iginio Olita. “La situazione non mi sembra così grave – ha osservato – valuteremo se ci sono state mancanze da parte di chi gestisce la struttura”.

Notizia 3 – Livorno

Una quarantina di richiedenti asilo di origine africana, ospitati in una struttura di via Sant’Anna in gestione a una cooperativa, si sono radunati stamani sotto la questura di Livorno chiedendo un incontro. All’origine della richiesta ci sarebbero alcune lamentele sulle condizioni di permanenza nella struttura, in particolare sul vestiario e sulla qualità del cibo, ma anche sulla lentezza dell’iter burocratico per la definizione del loro status. Una delegazione di quattro persone è stata quindi ricevuta dal capo di gabinetto della prefettura livornese.

 

Presidente Indipendenza Lombarda

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