I “No-Tav” perdono. Obama farà il treno superveloce in California

di CARLO CAGLIANI

Quelli che “no all’Alta Velocità” in Italia adorano Obama, se lo ritroverebbero contro se abitassero in California, terra di sogni progressisti, figli dei fiori, natura meravigliosa e, prossimamente, di treni ad Alta velocità.

Il semaforo verde per la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità in California è stato acceso. Si tratta di una delle grandi opere su cui l’amministrazione del presidente Obama punta per rilanciare l’occupazione. Il Senato del Golden State – nonostante le contestazioni dei “No Tav” locali – ha dato il via libera alla realizzazione dell’infrastruttura su cui sfreccerà la prima “Freccia d’Argento” degli Stati Uniti d’America, che collegherà in meno di tre ore – così si sostiene – Los Angeles e San Francisco.

Finisce, insomma, il calvario di un progetto da 68 miliardi di dollari approvato la prima volta nel 2008 e trascinatosi per anni a causa di proteste sollevate da più parti.

L’ok alla linea ad alta velocità è una vittoria per il governatore democratico Jerry Brown e per il presidente Barack Obama e il suo piano di rilancio delle infrastrutture del paese a stelle e strisce. Il disegno di legge consentirà di realizzare un primo tratto di circa 210 km, da Madera a Bakersfield, nella ricca Central Valley, nella zona di Sacramento. Solo il mese scorso, le proteste sembravano aver vanificato il progetto.

I “No Tav” del Golden State, ma anche la potente lobby degli degli agricoltori della regione, avevano obiettato che la linea avrebbe danneggiato i loro interessi e compromesso la sicurezza nella zona della Central Valley. Un po’ come sostengono, per diversi aspetti, i “loro omologhi della Val di Susa. Con loro si erano schierati anche chiese, scuole, associazioni di commercianti e proprietari di abitazioni. ”La rete ad alta velocità – ha pero’ spiegato il governatore Brown – creerà centinaia di migliaia di posti di lavoro e contribuira’ a ridurre drasticamente la congestione di traffico sulla rete autostradale e negli aeroporti”. Un po’ quel che sostengono in Italia i promtori dell’Alta velocità.

Paese che vai… treni che  trovi.

 

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