Nessuno vincerà le elezioni e sarà governo di unità nazionale

di FABRIZIO DAL COL

La data per le prossime elezioni politiche è dunque fissata per il 17 di febbraio 2012. Gli italiani, contrariamente a ciò che fino a ieri auspicavano, si ritroveranno molto presto a votare senza poter esprimere la preferenza  per un candidato. Infatti, nonostante le divergenze politiche, la strana maggioranza si è ritrovata in perfetta  sintonia  quando si è trattato di promettere ai Cittadini l’approvazione di una nuova legge elettorale, ma in altrettanta sintonia si è invece ritrovata nel decidere di mandare tutto a puttane pur di non approvarla. Gli italiani, già stanchi e stomacati dal dover sopportare i politici in carica, rischiano ora di doverseli ritrovare nuovamente eletti, per non aver avuto la possibilità di esprimere la loro preferenza.

Detto ciò, manca ancora la ciliegina sulla torta, ovvero far digerire agli elettori gli enormi  costi della prossima campagna elettorale, e nonostante si sappia già ora che chiunque andrà al governo non potrà ottenere la maggioranza al Senato, c’è chi come il Pd crede invece di aver già vinto le elezioni e di poter governare allargando in seconda battuta la coalizione. In sostanza, si tratta di elezioni  che si riveleranno inutili e, viste le novità emerse dal Ppe, i cui leader europei vedono in Monti l’unico premier in grado di garantire una stabilità concreta per il futuro, anche il FMI non ha esitato a manifestare il proprio consenso e a caldeggiare la candidatura del professore. Alla luce di quanto sopra, sarà inevitabile che, a elezioni concluse, si arrivi a dover costituire un governo di Unità Nazionale a guida Monti, per favorire e garantire una legislatura stabile e duratura. Nel frattempo, nei giorni  che separano l’inizio dei comizi elettorali che inaugurano la campagna elettorale, i decreti legge e i provvedimenti legislativi che ancora mancano di approvazione parlamentare, rischiano di saltare e finire per essere modificati nella prossima.

Il professor Monti, che nel frattempo ha smesso i panni di tecnico per indossare quelli più appropriati del politico consumato, ormai immancabilmente si presenta in tutte le ospitate televisive per incensare il lavoro fin qui svolto dal suo governo. Con il poco tempo a disposizione e una campagna elettorale da impostare, i partiti si ritrovano oggi spiazzati dagli eventi, in quanto sono in attesa che il professore decida se candidarsi o meno alle elezioni, mentre le manovre messe in campo  solo per gabbare nuovamente gli elettori, vedono i loro leader impegnati  a salvare e mascherare le ricandidature di coloro che erano già in odor  di “rottamazione”.  Gli italiani intanto, complici la crisi economica, i cui costi sono stati interamente scaricati sulle spalle dei più deboli, e la corruzione devastante che ancora  alligna in seno alle forze politiche, hanno già deciso di disertare le urne e inviato un messaggio fin troppo chiaro:  nessuno potrà spartirsi i voti di chi starà a casa, e chiunque vinca le elezioni, non  potrà fregiarsi di essere stato eletto dalla maggioranza dei Cittadini.

Qualunque altra sia la necessità di approvvigionamento di risorse finanziarie, di cui presto si ritroverà bisognoso il prossimo governo, se a farvi fronte non saranno coloro che fino a oggi hanno schivato i sacrifici, sarà inevitabile veder nascere fra i Cittadini una coalizione di una massa critica incontrollabile. Una massa critica le cui proporzioni nessuno è in grado oggi di prevedere e che inevitabilmente  diverrebbe  la diretta conseguenza di una  intollerabile oppressione. E’ solo una questione di tempo, ma pur di  porre la parola fine ad un sistema di potere che continua a minare la sopravvivenza degli italiani, non è affatto da escludere a priori il rischio  che nascano rappresaglie poco democratiche.

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