NEL 2065 GLI STRANIERI IN ITALIA SARANNO 14 MILIONI

di REDAZIONE

Dall’Unità d’Italia la progressione della loro presenza nel Paese è stata notevole: nel 1861 c’erano 89 mila stranieri, oggi sono oltre quattro milioni e mezzo. E nel 2065 potrebbero arrivare ad essere oltre 14 milioni. In compenso c’è stato un crollo netto degli espatri degli italiani: ora sono meno di 50 mila l’anno. Per l’Oim, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, nel futuro dell’Italia c’è scritto la parola “immigrazione” e bisogna avviare una convivenza nelle pari opportunità. Il direttore dell’Ufficio per l’Italia José Angel Oropeza: “Non credo che l’Italia sia un Paese dove si faccia una deliberata politica di respingimento. Certo, alcuni migranti che non possono stare nel territorio italiano devono andare via. L’Italia ha un programma di ritorno volontario assistito per migranti che sono in situazioni irregolari o che hanno perso il loro lavoro a causa della crisi e che ora vorrebbero rientrare nel proprio Paese”.

Per la Caritas, invece, la vera sfida è riformare il percorso per la cittadinanza. Il responsabile del dossier immigrazione Franco Pittau:
“Alcune cose che andavano bene nel passato, quando la presenza straniera era quasi inconsistente, oggi non vanno più bene. Fortunatamente, c’è un movimento di idee, anche trasversali agli schieramenti politici, che man mano sta emergendo. Ci vorrà ancora pazienza, però credo che ci arriveremo, perché è nell’interesse dell’Italia, valorizzare le persone che nasceranno e moriranno nel suo territorio”.
Tanti nuovi italiani chiedono di cambiare la legge del ’92, basata principalmente sullo ius sanguinis, per trasformarla nello ius soli. Questo però lo pensano alla Caritas. Molti altri cittadini, invece, la pensano diversamente.

GLI IMMIGRATI SERVONO ALL’EUROPA

L’Europa ha bisogno degli immigrati per sostenere il benessere raggiunto e i leader politici devono astenersi da dichiarazioni che scatenano l’odio. Questo il messaggio, che Thorbjorn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa, trasmettera’ a nove capi di Stato, tra cui Giorgio Napolitano, oggi ad Helsinki durante il meeting del Gruppo Arraiolos, formato nel 2003 per riflettere sui problemi di intolleranza e razzismo in Europa. Il gruppo oltre all’Italia comprende Finlandia, Austria, Germania, Ungheria, Lettonia, Portogallo, Polonia e Slovenia. Nell’anticipare il suo discorso sulla sua pagina Facebook, Jagland sottolinea la sua preoccupazione per il fatto che il discorso politico si stia nutrendo sempre piu’ di argomenti estremisti che solo dieci anni fa sarebbero stati banditi. Secondo il segretario generale e’ arrivato il momento per tutti i paesi europei di far fronte al loro dovere di proteggere e assicurare i diritti umani dei milioni di immigrati irregolari e di mettere fine alla discriminazione contro i Rom.

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