Natale di magro. Senza regali 1 su 4

Un Natale di crisi per tantissime persone, con oltre una su quattro che non fara’ regali. L’ufficio studi di Confcommercio prevede che la spesa per i regali diminuira’ del 18% fino a 7,3 miliardi, nell’anno del Covid, ma registra anche una diffusa voglia di ripartire. “Va incoraggiata”, dice il presidente, Carlo Sangalli. Non sono mai state cosi’ poche le persone in cerca di regali, in un anno passano da quasi l’87% al 74%. E, al tempo stesso, non sono mai state cosi’ tante quante si aspettano un Natale molto dimesso, l’84,5%.

Ma chi puo’ permetterselo, spendera’ per i doni poco meno dello scorso anno, 164 euro a testa, in media, contro i quasi 170 del 2019. In generale, secondo le stime di Confcommercio, il mese di dicembre vedra’ attenuarsi la crisi dei consumi. Il direttore dell’ufficio studi, Mariano Bella, si spinge a parlare di “piccola ripresa dopo la tragedia” spiegando che si aspetta un calo delle spese commerciabilizzabili del 12% rispetto a dicembre 2019, fino a 73 miliardi di euro, un dato migliore del -15% previsto per l’intero 2020. “Dopo un ottobre che e’ andato male e un novembre che e’ andato malissimo, anche nei dati destagionalizzati, dicembre sara’ un mese migliore”, e’ la previsione di Bella. Inoltre “se ci fossero condizioni piu’ favorevoli di contesto e di fiducia, molti italiani potrebbero spendere le risorse involontariamente accumulate durante il lockdown per mancanza oggettiva di opportunita’ di consumo”, sottolinea l’analisi di Confcommercio.

I risparmi detenuti in forma liquida sono cresciuti di 80 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2020 rispetto alla prima parte del 2019. E un sondaggio indica che, tra chi ha risparmiato di piu’, il principale motivo e’ stato, ancora prima dell’incertezza legata alla pandemia, il fatto di essere uscito molto meno, a causa delle restrizioni, e aver acquistato meno prodotti. Nel complesso, quindi, le famiglie sarebbero “pronte a fare la loro parte, quando la fiducia migliorera’”, come gia’ accaduto in estate, e le code fuori dai negozi per le promozioni del black friday sarebbero li’ a dimostrarlo. La voglia di ripartire ci sarebbe, seppure nel contesto della piu’ grave crisi dal dopoguerra, che si riflette anche sulle tredicesime. Il calo dell’occupazione e il massiccio ricorso alla cassa integrazione portano, infatti, a un calo dell’ammontare complessivo delle tredicesime a 41,2 miliardi dai 43,4 del 2019 e diminuisce anche la quota della mensilita’ destinata ai consumi. “Sara’ un Natale difficile – osserva Sangalli – anche dal punto di vista economico. La crisi rallenta i consumi e l’emergenza Covid obbliga ancora molte imprese a restare chiuse come quelle della ristorazione”. Complessivamente nel 2020, Pil e consumi pro capite torneranno sui livelli di meta’ anni ’90 e in un solo anno, dal 2019 ad oggi, si e’ perso piu’ che nei quattro anni della crisi dei debiti sovrani.

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