Nasce il movimento Grande Toscana

Riceviamo e pubblichiamo 

Cari Toscani e Care Toscane,
Oramai la situazione reale del paese è chiara e sotto gli occhi di tutti. Il Covid ha solo messo nero su bianco quello che da troppi decenni è stato nascosto e negato. Tutti i nodi vengono al pettine, e questa Pandemia ha solamente accelerato il processo. Lo stato italiano, ha mostrato tutte le sue debolezze e le contraddizioni interne. Le istituzioni, nel momento di massima allerta, hanno agito in ordine sparso, confusionale e dannoso.

Le crepe nello stato, sono diventate voragini e nessuno oramai può negare quelle che sono le colpe del paese: riversare sui cittadini i fallimenti delle istituzioni. Lo stato centrale non riesce più a governare il territorio, troppo diviso e lacerato da Secoli di Storie e Tradizioni diverse. Da Nord a Sud, passando per il Centro, tutti i giorni riceviamo notizie di Commercianti sull’orlo del fallimento, Partite Iva costrette a chiudere, Artigiani ridotti al nulla e sopraffatti dalle Multinazionali. Nel momento più buio dove l’unione dovrebbe dare forza e speranza, lo stato è capace solo di dividersi, accusare e “punire” chi non lo segue nel suicidio. Davanti ai morti, c’è solo uno scaricabarile delle istituzioni. Ma la cosa peggiore sono le risposte date ai cittadini: davanti alle terapie intensive intasate, lo stato pensa a salvare Alitalia. Davanti ai morti per malasanità, lo stato pensa a tagliare i fondi agli ospedali.

Davanti alla carenza di personale, lo stato pensa solo ad aumentare il precariato. Davanti alle difficoltà per la riapertura delle scuole, lo stato pensa a tagliare i fondi per l’edilizia scolastica e a non stabilizzare le cattedre. Davanti alla necessità di aumentare la qualità e la quantità dei mezzi pubblici, lo stato licenzia e privatizza. Davanti ai disastri ambientali, alle frane, alle alluvioni e ai ponti che crollano, lo stato è capace solo cementificare, regalare terreni alla speculazione Edilizia e togliere fondi alla manutenzione delle infrastrutture. Davanti ai giovani che scappano all’estero, lo stato è capace di tagliare fondi all’istruzione, alla ricerca e alle borse di studio. Dopo decenni di tagli e privatizzazioni, lo stato incolpa le regioni e i governatori se i numeri della pandemia crescono.

Le istituzioni Romane non riconoscendo le loro colpe, decidono di riversare le carenze statali sugli enti locali. Ma questo è sempre successo, prima durante e dopo il Covid. Ne sono esempio i due Referendum che nel 2017 chiedevano più autonomia di Veneto e Lombardia, verso i quali lo stato si è girato altrove facendo finta di non ascoltare. Come se le tasse che mandiamo a Roma tutti i mesi, fossero neve al sole nelle casse italiane. Come se i servizi pubblici e le infrastrutture che crollano, fossero colpa dei sindaci che non usano i soldi e non dello stato che gli usa per aumentare gli stipendi ai Parlamentari e al Presidente dell’Inps. Come se la corruzione e il malcostume che si annida nel Parlamento e nelle forze dell’ordine, fosse colpa dei cittadini e dei sindaci.

La lista potrebbe allungarsi a dismisura, perché le colpe dello stato verso i territori sono enormi e terribili. Uno stato che si finge Nazione non ha senso di esistere. Uno stato che chiama i suoi cittadini a cantare e sventolare tricolori solo nei momenti più bui non merita di esistere. Uno stato che usa il Patriottismo e la sua bandiera per coprire i suoi fallimenti, non merita di esistere. Perché se non fosse stato per il Covid, nessuna istituzione in un giorno qualsiasi avrebbe mai pensato di incitare a un’identità che non esiste. E un paese che ricorda e usa la sua identità per convenienza, non esiste!

Ma da oggi abbiamo tutti un’arma in più. Da oggi anche la Toscana avrà quel contenitore di idee e azioni che permetteranno la difesa di questa terra. Siamo la Terra di Dante, Da Vinci, Boccaccio, Il Magnifico e delle menti più illustri. Non abbiamo bisogno di un tricolore per sentirci Nazione. Non abbiamo bisogno di uno Stivale per avere Mare, Montagna e Colline. Non abbiamo bisogno di Roma per avere Arte, Pittura e Scultura. Siamo la Terra del Chianti, delle Botteghe, delle Materie prime, dei Mari puliti e della produzione di Tessuti e Alta Moda. Siamo la prima Nazione ad aver abolito la pena di Morte in epoca Granducale. Siamo la prima Terra delle mete Turistiche.

La Storia è passata prima da Noi che sul tricolore. Per troppo tempo siamo stati ingannati, derubati e venduti dai partiti di destra e sinistra. Per troppo tempo ci hanno fatto credere di essere importanti a Roma, quando in realtà siamo solo una pedina. Ora dobbiamo aprire gli occhi, guardare la realtà del lavoro, dei giovani, delle pensioni, dei disoccupati e dei precari. È tempo di smettere con la campagna elettorale perenne. C’è urgenza di realizzare le promesse invece di farne sempre di nuove. Ora come non mai serve parlare di Toscana e smetterla con la favola dello “stato italiano”. Nei momenti peggiori, dove il nemico si riversa su di te con tutta la sua potenza, serve fare gruppo. Perché lo stato ti bussa alla porta solo per chiedere, senza dare nulla in cambio.

Oggi nasce il Movimento Grande Toscana. Realtà puramente Toscana e territoriale. Unico Movimento che avrà canditati, coordinatori e segretari TOSCANI al 100%. L’unico Movimento che non dovrà obbedire alle segreterie di Roma o a dei Parlamentari lontani da te. Con Grande Toscana, anche in questa Terra spettacolare torneranno le parole Libertà, Federalismo, Autogoverno e Meritocrazia. È finita l’era dei giochini di potere fra Destra e Sinistra, dove gli unici a rimetterci Siamo Noi. Grande Toscana è un Movimento che in modo esclusivo e capillare sarà presente SOLO sul territorio Toscano. Nessun vincolo con lo Stato né con una o l’altra fazione. Saremo per i Toscani, dei Toscani. Il nostro punto di forza sarà quello di obbedire al Popolo, senza vincoli o ricatti dal Parlamento Romano per due poltrone in più. Non ci candideremo a Roma, ma dal nostro Territorio lanceremo il braccio di ferro per strappare risultati che da dentro le Istituzioni non otterremo mai. Non serve più calarsi nel Parlamento per cambiare le cose. Per troppi anni è stato dimostrato che quel posto ti cambia, ti corrompe e uccide le intenzioni più forti. Basta poltrone Romane, noi siamo e resteremo sul Territorio, per combattere da qui. Saremo il terzo punto di vista, fuori da Roma ne a Destra ne a Sinistra. Nessuno può governare la Toscana, meglio di chi la vive tutti i giorni. Siamo i lavoratori di tutti i giorni, non i politici di professione. Siamo gente comune con un grande sogno. Il nostro obiettivo: meno stato più Toscana.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo precedente

Bernardelli, la scoperta scientifica del premier Conte: il Covid è come Dracula, esce solo la notte e attacca nei ristoranti

Articolo successivo

Boni: Sta cambiando il mondo del lavoro, Lombardia non è protagonista ma fa a gara con Roma a chi chiude di più