NAPOLITANO, MA SENTI CHI CI VIENE A PARLARE DI FIDUCIA!

di GIANNI SIMONATO

Nella sua giornata milanese il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha parlato di fiducia. Occorre fiducia per venire fuori dalla crisi. Ma fiducia di chi e di che cosa? Noi italiani abbiamo bisogno di essere amati e di sentirci amati. Lei ci deve spiegare come vuole fare questo, prima di chiedere fiducia. Ci fosse una notizia buona. Tutti i santi giorni solo notizie di tasse in aumento, di banche che stringono i cordoni della borsa, di aziende che chiudono, di gente che si suicida perché non ce la fa più. Ma come si fa ad avere fiducia di un mondo così, e poi pretendere di chiederla. Ormai a forza di sentire il ritornello fiducia ne sto dando un significato esattamente contrario. Quando sento parlare di fiducia penso alla sfiducia. Fiducia: parola ampiamente abusata dal linguaggio politichese, tanto da perdere, messa in bocca ai politici, il suo naturale significato. Come tutte le cose abusate, non ci credi più, come le pubblicità che promettono e non mantengono. E’ il momento di riprendersi in mano il vocabolario e restituire dignità alle persone e alle cose. Cosa vuol dire fiducia? Viene dal latino, significa “confidare”. Nella Treccani si legge “Atteggiamento, verso altri o verso sé stessi, che risulta da una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, per cui si confida nelle altrui o proprie possibilità, e che generalmente produce un sentimento di sicurezza e tranquillità”

La fiducia è dunque un atteggiamento. E cos’è allora un atteggiamento? Sempre secondo la Treccani  è un “Comportamento assunto da una persona o da una collettività in una determinata circostanza o nei riguardi di altre persone e collettività, o anche rispetto a fatti, dottrine, problemi…”

Ha ragione Napolitano, occorre ritrovare fiducia, ma in noi stessi. Se aspetti la politica o il Governo continuerai ad essere deluso.  La tua vita è più importante di ciò che può farti percepire la politica o l’economia. E’ ora di smetterla di farci portare a spasso dalle notizie negative che servono solo a creare allarmismo e speculazione. Queste notizie servono per far guadagnare quella parte del mondo che specula sugli aspetti psicologici di chi si fa prendere dal panico e dallo sconforto. Gli affari migliori, insegnano “gli squali” della finanza, si fanno quando la controparte è debole. La fiducia è un atteggiamento, non una realtà oggettiva.

Non si può nascondere che il lavoro manchi, che ci sono difficoltà ad arrivare a fine mese, che il credito scarseggi.  Questi sono fatti oggettivi, la fiducia è l’ atteggiamento che abbiamo di fronte ad un mondo che sta cambiando alla velocità della luce. La fiducia sta nel nostro modo di percepire la realtà, non nei fatti.  A cosa serve un atteggiamento negativo, a cosa è utile? Solo a peggiorare la situazione, a farci sentire male, innescando una spirale negativa che porta ai suicidi degli ultimi giorni, sotto gli occhi di tutti. E di questi fatti siamo tutti responsabili. Il bombardamento di notizie negative dei giornali genera un sistema di convinzioni limitanti che ci fa pensare che la crisi sia più grande di quello che è. In realtà nessuno sa quanto grande sia. Le moderne scienze neurologiche, in particolare la  Programmazione Neuro Linguistica, ci spiegano che la realtà è diversa per ciascuno di noi. Non esistono due realtà uguali. Ciò che noi sentiamo, vediamo, tocchiamo è filtrato dai nostri stati, dal come ci sentiamo. La mente umana percepisce ciò che accade attorno a noi esercitando tre azioni: generalizza, cancella, distorce. Se diciamo che tutti sono in crisi stiamo generalizzando. Possiamo dire che nessuno, veramente nessuno, va bene di questi tempi? Come mai Brunello Cucinelli, quello dei maglioni di cashmere, va bene in un settore che segna pesantemente il passo? E le crisi precedenti le abbiamo cancellate? Quelle degli anni 70 e 90 per esempio, senza ritornare al ’29. Abbiamo cancellato che a seguito di ogni crisi c’è stata una ripresa, ben più consistente del periodo precedente? Se tutti i giorni subiamo il bombardamento delle notizie negative, alla fine ognuno di noi se lo ripete, diventa parte del proprio dialogo e alla fine ci crede. Purtroppo la fiducia l’avevamo data per scontata, qui sta il problema. In un mondo dalla finanza facile, dal consumismo esasperato, dalla crescita senza fine, la fiducia viene da quello che vedi, tanto da non chiederti neanche se ti serva o meno avere fiducia. La fiducia quando le cose vanno bene ce l’hai e basta, ed è data dalla facilità con cui si raggiungono i risultati. Cosa fare dunque per ritrovare la fiducia oggi? Riportare il valore della persona al centro dell’attenzione. E’ la tua forza interiore che ti fa uscire dai momenti difficili. Non è il governo italiano o la Banca centrale che risolvono il tuo problema di fiducia. Sei tu e solo tu che puoi fare la differenza. E per farlo devi agire esattamente al contrario di come hai fatto finora. Finora hai affidato la tua fiducia a fattori che sono fuori del tuo controllo: l’andamento dell’economia, la politica, la stabilità monetaria, le banche, per fare degli esempi. Quando sono favorevoli e ti fanno star bene hai fiducia, quando vanno male sei in crisi. Ma tu che ruolo hai in tutto questo? Zero, zero assoluto. Sei solo a traino del sistema, ma te lo sei scordato.

Per ottenere risultati diversi, e uscire dalla Tua crisi, devi cambiare le tue azioni. E se la politica vuole veramente portare fiducia occorre rivalutare la centralità della persona, considerare i cittadini, uno ad uno, come persone responsabili, consapevoli, dotati di tutte le risorse interiori per affrontare anche itempi difficili. E’ il momento del fare insieme, uniti, per ritrovare la fiducia. Caro Presidente Napolitano, noi cittadini di questo Paese abbiamo bisogno di essere amati e di sentirci amati. La fiducia parte da qui.

www.giannisimonato.com

 

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