PER FAR LA SECESSIONE BASTA DICHIARARSI EVASORI FISCALI

di TONTOLO

La mamma degli scemi, me lo diceva mio nonno Sandrù, è sempre incinta. In Italia, volendo parafrasare, la mamma dei parassiti (quelli che vivono sulle spalle degli altri, e molto spesso, da sempre) fa parti gemellari.

Ieri, il “gran visir” della Napolitania ha parlato: “Chi evade le tasse non merita di essere italiano”. Scroscio di applausi, salamelecchi, spellamento di mani e inchini a go-go. Il segretario confederale della Uil (altro elemento che vive alle spalle dei contribuenti) ha buttato il cuore oltre l’ostacolo: “Le parole del Capo dello Stato, sugli evasori fiscali, andrebbero scolpite in tutte le scuole del paese per ribadire il fondamento della cittadinanza repubblicana e della convivenza democratica”. Pierluigi Bersani – di cui manco si conosce l’esistenza del libretto di lavoro – ha detto la sua di corsa: “Gli evasori devono vergognarsi dieci volte. Si guardino intorno, guardino i problemi dei cittadini, dei precari e del Paese, si mettano una mano sulla coscienza in attesa che arrivi la finanza”. Peccato non abbia esternato l’ex magistrato Bruno Tinti, ma già da oggi attendiamo nuove prese di posizione di tanti altri orgogliosi italiani.

Quelli di cui sopra, sono alcuni italiani tipo, di quelli che rappresentano le peggio caste di questo sgarrupato stivale. Non ce n’è uno che sia degno di essere ricordato per aver prodotto qualcosa di buono, per aver fatto qualcosa di produttivo. C’è chi faceva la cresta sui rimborsi mentre viaggiava, andata e ritorno, parlamento europeo, c’è chi ha nel partito tesorieri dello stampo di Lusi, c’è chi ha tra le sue fila tangentari da leccarsi le orecchie, per dirla alla Greggio dei bei tempi del “Drive-in”.

Ad ogni buon conto, tutti gli indipendentisti in circolazione, ieri, hanno esultato, stappando champagne (comprato rigorosamente in nero). Anzi, da ieri sanno che non serve inventarsi referendum per l’autodeterminazione, o chissà quale altro marchingeno costituzional-politico, per secedere dall’Italia. Basta dichiarasi evasore fiscale, inviare una richiesta in carta da bollo al Quirinale, e inserire in oggetto quanto segue: SIGNOR NAPOLITANO, DA OGGI  PRETENDO DI NON ESSERE ANNOVERATO FRA GLI ITALIANI. HO CHIESTO ASILO ALLA SVIZZERA E PAGHERO’ LE TASSE IN QUEL PAESE.

Sa una cosa signor presidente? Io sono Tontolo, ma soprattutto – quando osservo quelli come lei – ho la consapevolezza di non essermi mai sentito italiano. E ringrazio il cielo che da oggi, grazie alle sue esternazioni, posso ufficialmente vantarmene!

 

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