FISCO: OPERAZIONE MOVIDA, E’ L’ORA DEL DAGLI AL BARISTA

di REDAZIONE

Il giorno dopo il blitz fiscale a Milano è il momento delle critiche e dei commenti entusiasti. Critico con l’operazione Movida, che alla fine ha riscontrato due terzi dei locali in regola, il consigliere comunale leghista Matteo Salvini che sul profilo Facebook ha commentato: «Mi sembra che si voglia gettare fumo negli occhi. La settimana scorsa tutti si esercitavano nel dagli al tassista, questa settimana va in scena il dagli al barista. Detto questo, lo scontrino va chiesto e i negozianti lo devono dare. L’evasione è un reato, ma in certi casi è anche legittima difesa».

«La lotta all’evasione deve essere estesa a tutta l’Italia, non solo al Nord». Così invece il governatore lombardo Roberto Formigoni interviene su Twitter in merito ai controlli fiscali di questi giorni.

Per sostenere la bontà dell’operazione Movida ecco che arrivano i dati sui risultati ottenuti. Con i funzionari dell’ Agenzia delle entrate accanto alla cassa, nei locali della Movida milanese, nella notte tra sabato e domenica, gli incassi sono lievitati di oltre il 44% rispetto al sabato precedente. In un caso i ricavi hanno addirittura fatto registrare un segno positivo di oltre il 200%. I funzionari dell’Agenzia – supportati da quelli dell’Inps e dalla polizia locale – sono arrivati molto presto in ristoranti, pub, bar e discoteche di Brera, della zona Navigli, di piazza San Babila e di Corso Como, al fine di verificare il completo giro d’affari della Movida che non conosce sosta fino alle 5 del mattino e neppure defezioni, nonostante la pioggia e il freddo. Così la serata milanese si è andata via via animando e le casse dei locali hanno iniziato a lavorare a pieno regime: non uno scontrino fiscale è stato omesso. I controlli hanno evitato, per una sera, l’evasione fiscale, ma hanno anche consentito di scoprire diverse irregolarità. In 55 esercizi, per esempio, sono stati riscontrati il mancato aggiornamento dei registri dei corrispettivi e incongruità con le dichiarazioni presentate ai fini degli studi di settore (per esempio, numero dei beni strumentali comunicati: tavoli, sedie, grandi elettrodomestici). In 33 locali sono stati riscontrati anche 116 lavoratori in nero.

«Sono soddisfatto di come l’operazione è stata condotta – ha dichiarato Carlo Palumbo, Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate della Lombardia – soprattutto perchè ci sono stati rivolti apprezzamenti per la professionalità dei nostri funzionari da parte degli stessi titolari dei locali. In ogni caso, per quanto ci riguarda, si tratta di un’operazione che rientra fra quelle programmate per mantenere un elevato presidio del territorio. La collaborazione e il coordinamento con l’Inps e il Comune, che voglio ringraziare, inoltre, hanno funzionato molto bene». L’assessore al bilancio del comune di Milano Bruno Tabacci ha sottolineato che i controlli in materia fiscale e di rispetto sulla normativa del lavoro «sono necessari per evitare, come ha detto più volte il presidente del Consiglio Mario Monti, che gli evasori ‘continuino a dare pane avvelenato ai loro figlì. Le istituzioni devono fare il loro dovere e il Comune di Milano vuole essere in prima fila».  «Mi sembra – ha spiegato il sindaco Giuliano Pisapia – che non sia stato un blitz, ma un intervento assolutamente comprensibile, molto positivo e doveroso. Di questo devono essere contenti soprattutto i commercianti onesti e chi paga le tasse, come la gran parte dei commercianti e dei milanesi. Chi evade le tasse fa anche concorrenza agli onesti. Non comprendo e considero allarmanti le voci critiche che si sono levate su questa operazione».

 

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