QUELLE APERTURE DI MONTI ALLA TURCHIA NELL’UNIONE EUROPEA

di RODOLFO BALLARDINI

Il professor Mario Monti deve essere mandato a casa. Subito.

Non tanto per la disastrosa pressione fiscale che ha imposto all’Italia, ma anche per le parole dette in occasione della recente visita del primo ministro turco Recep Tayyp Erdogan.

Gli ha garantito pieno appoggio per l’ingresso in Europa della islamica Turchia proprio nel giorno in cui la Comunità ebraica di Roma e quella cattolica di Sant’Egidio, nel silenzio vaticano, organizzavano una fiaccolata in difesa dei cristiani massacrati nel Paesi islamici o musulmani.

Evidentemente Monti ignora o non conosce la storia turca e non sa, ma non è credibile, che la Turchia di Erdogan non è più quella occidentale ereditata nel 1920 dalle riforme di Kemal Ataturk, il padre della fu Turchia moderna.

Sicchè, l’impassibile professore bocconiano vorrebbe infilare in Europa altri 60 milioni di musulmani, che andrebbero ad aggiungersi ai circa 50 già stanziati ai quali si aggiungerebbero anche i kosovari che hanno presentato domanda per l’adesione, con il conseguente peso politico nel parlamento europeo. Non so se sia chiaro ai politici europei ma i dirigenti islamici sono assai più furbi di loro. Ebbene, la Commissione Internazionale per la Libertà Religiosa ha accusato la Turchia di Erdogan di essere all’avanguardia nella violazione della libertà religiosa. Ciò in riferimento al trattamento riservato ai cristiani ed alle altre minoranze religiose alle quali sono vietate le costruzioni di luoghi di culto, la formazione dei prelati ed in alcune zone anche l’acquisto di abitazioni private. Non caso, infatti, il turismo da Israele, che vedeva nella Turchia una meta privilegiata, è calato quasi del 100%.

Per i suoi meriti, Erdogan nel 2010 è stato insignito dall’Arabia Saudita del premio “King Feisal” quale servitore dell’Islam.

Sotto il suo governo le violenze omicide contro le donne sono aumentate in misura esponenziale. Sono passate dai 66 casi del 2002 ai 953 nei primi sette mesi del 2009, ultime statistiche note, sotto il tacito consenso delle istituzioni sociali preposte al controllo sulle violenze domestiche ma in maggioranza convinte che il buon musulmano abbia il diritto di “battere” le donne.

Nel 2008 la Direzione degli Affari religiosi ha vietato il corteggiamento considerato dal Corano alla stregua dei peccati di prostituzione e adulterio. Nel Novembre dello scorso anno, l’antica chiesa di Aghia Sophia è stata trasformata in moschea. Nel 1974, la Turchia ha invaso la cristiana Cipro completando la decristianizzazione della parte occupata. “Nella zona occupata esistevano 540 tra chiese, cappelle, monasteri: di queste, 133 sono state dissacrate, 78 convertite in moschee, 28 utilizzate per fini militari e installazioni di ospedali, 13 come depositi. Altre sono andate distrutte. Cinquanta sono oggi all’interno di campi militari, del tutto inaccessibili”.( Renata Salvarani, ” Cipro. La bellezza ferita, Medioevo, giugno 2007, pp. 58-59″). Né si può scordare la pulizia etnica dell’Armenia con il massacro di oltre un milione di cristiani compiuto dai turchi nel 1917 e che Erdogan persiste nel negare incarcerando chi lo rammenta. Gli Armeni hanno trovato rifugio in Israele dove a Gerusalemme vi è il museo a loro dedicato.

 

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