Monti in versione elezioni fa lo gnorri e dà la colpa ad altri

di FRANCO POSSENTI

Ormai siamo al delirio elettorale del professore: “Le tasse istituite dal governo sono servite per non far fallire il Paese. Ora e’ possibile pensare a diminuirle”. Lo ha detto il premier Mario Monti, in un incontro oggi a Milano. “Le tasse sono quelle che ha lasciato il mio predecessore – ha detto – piu’ quelle che dovevano servire per evitare il fallimento. Questa volta, se non altro, le tasse sono servite e non sono finite in un impalpabile calderone. L’Italia e’ solida e oggi possiamo impegnarci in una riduzione graduale delle tasse”. Ma c’è anche il giallo su una proposta scritta nel programma di Lista Civica sulle pensioni, poi chiarito da Ichino.

‘GIALLO SULL’AUMENTO DELL’ETA PENSIONABILE EFFETTIVA’

Da una prima lettura delle linee guida contenute nel programma Monti sul mercato del lavoro e del Welfare, presentato ieri in un incontro a Milano, sembrava che il Professore si proponesse di aumentare l’eta’ pensionabile effettiva e garantire nel tempo l’equilibrio dei sistemi pensionistici pubblici. Il premier ha piu’ tardi precisato che nel programma di Scelta Civica “non e’ stata formulata alcuna proposta di aumento dell’eta’ pensionabile”. Bel gesto prendere le distanze da un suo candidato no?

“CONTRATTI DI LAVORO PIU’ FLESSIBILI”

Nelle linee di politica di lavoro e welfare Scelta Civica propone una incisiva riduzione del cuneo fiscale e contributivo collegata ad alcune linee guida per la contrattazione collettiva aziendale, tendenti al superamento dell’attuale dualismo del mercato del lavoro. In questa prospettiva – si spiega – a fronte di un’assunzione a tempo indeterminato diventera’ possibile assicurare maggiori tutele sostanziali ai giovani senza rilevanti aumenti di costo o di rigidita’ per le imprese.

F35: MONTI, DECISIONE DI D’ALEMA; OK BERLUSCONI E PRODI. IO TAGLIO

Anche in questo caso, per il professore la colpa è di altyri: “E’ utile qui ricordare che l’Italia ha aderito al programma F35 nel 1999 con il governo D’Alema, ha confermato la partecipazione con il secondo governo Berlusconi nel 2002 e poi ci sono stati ulteriori passi fatti dal governo Prodi e nel febbraio del 2009 dal governo Berlusconi. Il nostro governo e’ stato l’unico a ridurre il numero degli F35 da 131 a 90…”, ha sottolineato Monti intervistato da ‘Presadiretta’ per la puntata dedicata alle spese militari che andra’ in onda domenica 3 febbraio alle ore 21,30. Al giornalista di ‘Presadiretta’ che gli chiedeva cosa pensasse della proposta di Bersani di ridurre il numero degli F35 da acquistare, Monti ha poi ricordato che l’acquisto dei 90 F35 rappresentera’ un risparmio a medio e lungo termine “perche’ i 90 F35 andranno a sostituire gli oltre 250 velivoli ora in uso. Questo comportera’ un deciso contenimento dei costi di manutenzione e di esercizio, si spendera’ meno e si avra’ un significativo miglioramento di qualita’ ed efficienza operativa”. Il presidente del Consiglio ha aggiunto, sempre nelle anticipazioni diffuse dalla trasmissione, che “la partecipazione al programma F35 e’ giustificato da ragioni strategiche, industriali e di efficienza economica”, “assicurando la coerenza con gli indirizzi strategici decisi in sede Nato e in sede Unione Europea”.

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