MONTI GOVERNA L’ITALIA? MACCHE’, E’ L’EUROPA CHE GOVERNA MONTI

di FABRIZIO DAL COL

Sembra passata una eternità da quando il premier Mario Monti annunciò che l’Italia avrebbe recitato un ruolo di spicco in Europa. Sono passati invece solo pochi mesi e proprio oggi il presidente del Consiglio ha fatto alcune dichiarazioni poco rassicuranti circa le volontà politiche degli organismi europei. Le sue affermazioni appaiono tendenziose, polemiche e,derubricandone i contenuti, non si può non notare il suo personale fastidio che fa trasparire dalle stesse. In un messaggio video inviato al Business Economic Forum di Bruxelles ha infatti dichiarato: “Io credo che se avessimo la crescita tra gli obiettivi della Bce, noi, i governi degli Stati membri, ci sentiremmo più tranquilli e rallenteremmo nel mettere in atto le misure con un costo politico per raggiungere un’ulteriore crescita “.”Io non vedo alcuna necessità – ha concluso Monti – e anzi vedo anche alcuni effetti controproducenti sul piano della credibilità dell’Europa”.

Il professore intervenendo anche sull’andamento dello spred ha detto che “sarebbe meglio casomai occuparsi del riconoscimento nel Trattato della necessità di salvaguardare l’integrità’ dell’Eurozona e dell’euro”  e poi il suo ragionamento si è concluso con un vero e proprio appello rivolto all’Europa, dove ha chiesto di assicurare la stabilità finanziaria in quanto potrebbe essere messa in discussione dall’evaporazione della valuta. Infine ha posto l’accento sulla politica monetaria che potrebbe essere messa in discussione “se gli spread arrivano ai livelli che abbiamo conosciuto, del tutto sconnessi dagli sviluppi reali derivanti dall’azione politica”.

Da queste dichiarazioni, appare del tutto evidente l’impossibilità da parte del premier di recitare quel ruolo di spicco sul quale forse confidava grazie al suo blasone di tecnico e che riteneva determinante per influenzare le scelte europee. Una influenza derivata forse non solo dalla sua personale convinzione, ma anche da quella del capo dello stato che lo ha nominato e dai partiti che hanno deciso di sostenerlo sulla base della linea rigorista, una linea fatta di sacrifici e volta a dimostrare la credibilità italiana, e al tempo stesso necessaria a determinare e non più subire le scelte Europee.

Il voler far pesare le ricette Italiane nel consesso europeo l’aveva preannunciato come una necessità primaria per il paese Italia all’indomani della sua nomina a premier davanti a tutti gli italiani, ed è forse questa, la ragione più importante per cui si è pensato di poter influire di più in Europa. Più di un mese fa e proprio su questo giornale, avevo espresso le forti preoccupazioni circa le problematiche che avrebbe innescato una politica di solo rigore, ovvero l’inevitabile impoverimento del paese e le conseguenti difficoltà derivate. Oggi vediamo invece che, aver messo in atto le richieste di risanamento di bilancio fortemente volute dall’Europa e condivise dall’Italia per evitare le speculazioni dei mercati, ha prodotto solo una grave decisione politica, in quanto si era consapevoli e si sapeva di non disporre poi di risorse finanziarie necessarie a far ripartire la crescita.

In sostanza Monti oggi è più preoccupato di sei mesi fa e non a caso oggi ha dichiarato: “La Ue acceleri gli sforzi, con lo spread alto l’Italia è a rischio contagio”. Un segno tangibile e chiaro, di come si siano depauperati tutti gli sforzi e i sacrifici fin qui sostenuti dagli Italiani.

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