MONTEZEMOLO E SAVIANO, I “CONIGLI” DI DESTRA E SINISTRA

di GIANMARCO LUCCHI
La politica italiota di un futuro molto prossimo? Potrebbe essere giocata sul binomio formato da Luca Cordero di Montezemolo per il centrodenstra e Roberto Saviano per il centrosinistra. Siccome i partiti sono finiti letteralmente nella cacca, stanno cercando di immaginarsi come tirarsi fuori e poter continuare così a perpetuare le loro porcate – non si vogliono rendere conto che il tempo è finito, stop – affidandosi ai cosiddetti esponenti della società civile. E molti italioti probabilmente abboccheranno davanti ai due possibili conigli che usciranno dal cilindro romano.
Partiamo dal lato sinistro. Sarà il successo dello strombazzato programma de la La7 “Quello che (non) ho” (una pregevole serie di markette per il giro degli amici di Fazio e Saviano), fatto sta che nei corridoi di Montecitorio, in particolare dalle parti del Pd, la voce gira insistente. Quella, cioè, di una lista Saviano pronta a fare il salto disastrato quadro politico. Un contenitore civico che guardi a sinistra e che punti ai temi della legalità e del diritto. Ma formato da facce nuove, non di partito. E soprattutto guidato dall’autore di Gomorra, ormai diventato un’icona pop, grazie alle enormi vendite di un libro “collage” di tante sentenze della magistratura.
Come scrive il blog “I segreti della casta” non è un mistero che Roberto Saviano, oltre alla sua attività di scrittore, sia ormai percepito, soprattutto nel vasto bacino dell’elettorato di centrosinistra, come un leader. Tanto che vari sondaggi ne hanno testato il consenso. Lui ha sempre negato di essere interessato alla politica. Almeno non a quella istituzionale, che si misura con elezioni e voti. In alcuni ambienti del centrosinistra, però, è partito il pressing per convincerlo.
Il Pd è il primo partito nei sondaggi. E lo schieramento di Vasto – che vede il Pd alleato con Idve e Sel – sulla carta, vince. Ma ha bisogno di una forza che risponda all’ondata di protesta grillina. Che dia un valore aggiunto di novità, di civismo.
Non a caso Saviano è una firma di punta di Repubblica e de L’Espresso, dove ha ereditato la rubrica l’Antitaliano da Giorgio Bocca. Non è inoltre passato inosservato l’editoriale di domenica 13 maggio di Eugenio Scalfari. Dove il fondatore del quotidiano sponsorizzava proprio l’idea di una «lista civica apparentata con il Pd e rappresentativa del principio di legalità». E chi potrebbe guidarla se non il campione della lotta alla criminalità organizzata? Giovane, coraggioso, carismatico. Ora persino volto televisivo. E, nella lista, potrebbe esserci un posto in prima fila pure per l’ex direttore de L’Unità ritornata a Repubblica Concita De Gregorio, assidua presenza nelle mobilitazioni di Libertà e Giustizia. Magari in ticket con Saviano. Del resto, l’ex direttore non ha mai nascosto di avere ambizioni politiche.
Forse, chissà, è arrivato anche il suo turno.
Lato destro. I contatti tra Gianni Letta e Luca Cordero di Montezemolo sono quotidiani e anche Silvio Berlusconi ha sentito più volte in questi giorni il ‘signor Ferrari’. Il Cavaliere, racconta chi gli ha parlato, è pronto anche a lanciare la candidatura dell’ex presidente della Confindustria alla guida di un nuovo contenitore di centrodestra che dovrebbe nascere subito dopo i ballottaggi.
Già la settimana prossima i primi movimenti: alla Camera e al Senato dovrebbero nascere due gruppi autonomi che, rispettivamente, porteranno alla ‘scomposizione’ del Pdl e faciliteranno una riaggregazione dell’area dei moderati. «Spero – ha sottolineato Giancarlo Galan – che subito dopo le amministrative Berlusconi, Alfano, Passera e Montezemolo si siedano attorno ad un tavolo per dar vita ad un nuovo ‘rassemblement’. Devono farlo per evitare la vittoria della sinistra».
Bisognerà invece capire  l’atteggiamento degli ex An contrari all’ipotesi di una federazione. Ieri alcuni senatori hanno attaccato Ignazio La Russa, reo di aver espresso una contrarietà all’incontro tra Berlusconi e Monti. «Piena solidarietà a questi senatori – ha detto ancora Galan -. Queste affermazioni dimostrano la totale impossibilità e l’incapacità da parte di La Russa di rappresentare il Pdl come un partito moderato, riformatore e tollerante». Gli ex An, ha concluso l’ex governatore della Regione Veneto, «ci trascineranno di questo passo ad un 5 o 6%, stanno dimostrando l’inadeguatezza a costruire un grande contenitore del centrodestra».
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4 Comments

  1. ma qualcosa di programmatico, del futuro del nostro paese, viabilità, infrastritture, sanità, scuola ne hanno parlato?
    Oppure come credo stanno solo e sempre parlando dei caxxi loro???

  2. Il significato e’ chiaro:
    gli indipendentisti son troppo lenti
    gli italiani alzano la cresta e li stanno superando.
    Grillo e questi altri pagliacci avranno successo
    gli indipendentisti sono come i gamberi

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