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Mons. Galantino vuole scomunicare tutto il Nord?

di STEFANIA PIAZZOinferno dantesco

“Dedicato ai cattobuonisti, cattocomunisti, cattononsisacosache, galantini et similia, con un occhio di riguardo agli amici de L’Indipendenza per il giusto richiamo e una pernacchia a quelli che distribuiscono scomuniche perché – secondo loro – l’ACCOGLIENZA è IL dogma cristiano”. Chiamati in causa, non restiamo indifferenti anche perché le parole del prof. Giuseppe Reguzzoni lanciate come un satellite sulle pagine dei social entrano nelle corde del nostro sentire. Abbiano di recente infatti riproposto un passaggio che Reguzzoni a sua volta pone come centrale per uscire dagli equivoci “confessionali” dei vescovi. Cosa diversa, almeno forse ancora per un po’, rispetto alla Chiesa. Scrive Giuseppe: “Quel che segue è il Catechismo della Chiesa Cattolica, più autorevole di loro. La MISURA DEL POSSIBILE è già stata abbondantemente superata. Il diritto di PORRE DELLE CONDIZIONI cancellato. Il RISPETTO per la cultura che accoglie è tutto da auspicare (e Galantino tace). Il contributo agli ONERI è tabù. Per fortuna nel Credo non si dice Credo Vaticanum. Proprio non c’è. Neanche in piccolo piccolo.

Art.2241 – Le nazioni più ricche sono tenute ad accogliere, NELLA MISURA DEL POSSIBILE, lo straniero alla ricerca della sicurezza e delle risorse necessarie alla vita, che non gli è possibile trovare nel proprio paese di origine. I pubblici poteri avranno cura che venga rispettato il diritto naturale, che pone l’ospite sotto la protezione di coloro che lo accolgono. Le autorità politiche, in vista del BENE COMUNE, di cui sono RESPONSABILI, possono SUBORDINARE l’esercizio del diritto di immigrazione a diverse CONDIZIONI GIURIDICHE, in particolare al rispetto dei DOVERI DEI MIGRANTI nei confronti del paese che li accoglie. L’immigrato è tenuto a RISPETTARE con RICONOSCENZA il PATRIMONIO MATERIALE e SPIRITUALE del paese che lo ospita, ad OBBEDIRE alle sue leggi, a CONTRIBUIRE ai suoi oneri”.

Come non condividere il fatto che la forza verbale, per una volta tanto, di mons. Galantino, sia meno moderata rispetto al segretario della Lega?

“Lascia perplessi – aggiunge il prof. Reguzzoni – che un vescovo usi una terminologia che fa sembrare moderata quella di Salvini, con cui entra in polemica, mettendosi sullo stesso piano, se non su quello sotto. Se un vescovo fa politica, in maniera polemica e violenta, usa del proprio ruolo con modalità che non sono evangeliche. In tal caso si può e si deve dissentire, anche con forza. Facebook è uno spazio anche polemico: altrove parlerei di questo caso in termini diversi. Mons. Galantino che vuol fare? Scomunicare tutto il Nord? Il testo riportato dal Catechismo è su un’onda diversa, ben più realistica e attenta a TUTTI gli aspetti del problema. A mio parere, peraltro, le prese di posizione di Galantino pongono il problema di un mondo cattolico in crisi rispetto a quello che è davvero centrale. A me una Chiesa ridotta a surrogato umanitarista di una qualunque ONG terzomondista non interessa. La subalternità alle ideologie umanitariste e sinistroidi sta dando i suoi frutti perversi. E, forse, qualcosa di essenziale sta andando perso”.

O è già stato perso?   

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