Moige: filtri insufficienti di Tik Tok, così bypassano autorizzazione genitori

Le misure di protezione assunte da TikTok per gli utenti minorenni sono del tutto insufficienti e non possono assolutamente bastare: per creare un ambiente web sicuro, in cui navigare ed esprimersi liberamente, è necessario invece restituire ai genitori una funzione di consenso in fase di iscrizione e supervisione rispetto alle attività condotte in rete dai figli – un diritto inalienabile di tutela che incredibilmente continua a non essere riconosciuto sul web.

Il Movimento Italiano Genitori contesta severamente l’idea che bastino alcune misure tecniche, unidirezionali e una tantum per risolvere un problema annoso e sempre più pressante: quello relativo al rapporto tra minori e realtà virtuale. Come emerso nel corso delle indagini condotte dal Moige, infatti, il mondo dei giovanissimi – negli ultimi anni, ma soprattutto nel corso dell’ultimo – si è concentrato nei 6 pollici del loro smartphone, che ha sostituito per quote rilevanti di ragazzi le chiacchierate con gli amici, le conversazioni in famiglia, e persino la televisione: anche a causa della pandemia si tratta di uno spazio che va ulteriormente acquistando importanza, e che non si può lasciare incustodito. 

Non è più accettabile, quindi, l’idea che le piattaforme social possano permettere l’iscrizione – e dunque la contrattualizzazione – ai minori, senza alcun consenso dei genitori: questo non avviene e non può avvenire in tutti gli ambiti della vita reale, e il web non può e non deve continuare a rappresentare un’eccezione – immotivata e incomprensibile – rispetto al buon senso e ai diritti inalienabili dei genitori. Non è più tollerabile poi la totale mancanza di controllo degli adulti sulle attività online – stando ai report del Moige, 1 ragazzo su 2 tiene i genitori e gli adulti fuori dal mondo social e 1 su 4 cancella la cronologia – considerando che queste rappresentano ormai a tutti gli effetti un aspetto centrale della vita dei figli minorenni.

“Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: occorre rivedere la normativa, ricordando che non possiamo accettare che i minori si iscrivano sui social senza il consenso e controllo dei genitori”, dichiara il direttore generale Moige Antonio Affinita. “Se vogliamo che il web diventi definitivamente un posto sicuro dobbiamo fare in modo che le regole in vigore nella vita reale siano applicate anche in quella virtuale, ponendo fine a un inspiegabile doppio binario e restituendo ai genitori la funzione di accompagnamento e indirizzo che gli spetta di diritto”, conclude.

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