LA MOGLIE DI TOSI: “A VERONA VOTEREI PDL, NON MIO MARITO”

di REDAZIONE

Tra moglie e marito non mettere il dito, soprattutto quando lei non voterebbe lui che è candidato a sindaco in città.

Per Flavio Tosi la scelta di ricandidarsi a sindaco di Verona senza il sostegno del Partito delle Libertà non parte sotto i migliori auspici: sua moglie Stefania non lo voterebbe.

La curiosa rivelazione, che ha stupito per primo lo stesso Tosi, è avvenuta oggi ai microfoni del programma di Radio2 “Un Giorno da Pecora”, dove il sindaco di Verona era ospite di Sabelli Fioretti e Lauro: «La mia idea sarebbe quella di presentarmi con la lista della Lega Nord, con la lista Tosi, con cui mi sono presentato 5 anni fa, ed eventuali altre liste civiche. Senza l’alleanza del Pdl», ha spiegato Tosi. Ma sua moglie, lo stuzzicano i conduttori, che è una elettrice del PdL, secondo lei con questa nuova coalizione, la voterebbe?

Tosi ha risposto con sicurezza: «Se ci fossero le elezioni prevarrebbe un fatto affettivo, voterebbe per me». Ne è sicuro, ha chiesto il conduttore? «Si, non glielo chiedo neanche. Ne sono sicuro. A parti invertite io la voterei».

Detto fatto. Viene contattata la signora Tosi che al telefono, in diretta, smentisce il marito. «Premetto che sono residente a Vicenza, quindi non voto a Verona». Ma se votasse nella città scaligera, le domandano i conduttori, lei cosa farebbe? «Non lo voterei, voterei il candidato del Pdl. Io stimo mio marito e lui ha amministrato benissimo. Però io sono del Pdl e sono coerente col mio partito. Di conseguenza voterei per il Pdl». Ma Flavio è meglio come marito che come politico? «Lui è un ottimo marito e un ottimo sindaco», ha “addolcito” la pillola Stefania Tosi. Il sindaco, piuttosto stupito, ha commentato così il “tradimentò familiare”: «Terribile, devastante!».

Che ci sia dell’altro dietro? Forse val la pena riportare quanto scritto nel libro Umberto Magno: “E tengo famiglia deve essere quello che ha pensato Flavio Tosi, leghista doc dal profilo a volte poco ortodosso, che si è distinto per un gesto poco trasparente. Subito dopo la sua elezione a sindaco di Verona, il nuovo primo cittadino aveva lasciato l’assessorato alla Sanità del Veneto. La sua sostituta Francesca Martini, tra i primi provvedimenti, si occupò di nominare Stefania Villanova, già dipendente regionale e responsabile della sua segreteria particolare. Un bel progresso che naturalmente andò di pari passo con un aumento dello stipendio da 25mila a 70mila euro. A cercare il pelo nell’uovo si scoprì poi che questa Stefania Villanova non era un dipendente qualsiasi, bensì la moglie di Tosi che è concittadino della Martini e suo predecessore nell’assessorato alla Sanità”.

Che è successo nel frattempo?
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