Era il 2019 e Modesto Verderio, uno dei personaggi più eclettici e identitari della Lega di Bossi, appariva sulla stampa come l’uomo che si stava mettendo di traverso rispetto alla ‘Ndrangheta a Lonate Pozzolo e dintorni.
Verderio, per chi ha vissuto la Lega degli anni 80 e 90, era non solo l’uomo di fiducia di Umberto Bossi, l’uomo che si era messo anche a disposizione del Capo per la sua sicurezza, ma era un tassello silenzioso di un movimento che viveva la lealtà e l’essere in un certo modo, famiglia politica. Tutti per uno, uno per tutti.
Nell’apprendere della sua scomparsa, a 72 anni, si sente il venir meno ancora di più di uno stile che la politica ha perso. La virtù del silenzio, dell’osservazione, del fare squadra con un colpo d’occhio. Di Verderio questo è il ricordo più forte che si può portare nel cuore. Saper osservare e ragionare, non gridare, non ripetere sempre gli stessi ritornelli. Tacere e fare. Grazie per aver dato l’esempio e lo stile.
Anni fa lo aiutai ad adottare un cane. Appassionato cinofilo, la sua scelta cadde su uno splendido levriero irlandese, un Irish wolfhound, Kaos. Ne era orgoglioso e sinceramente innamorato. E chi ama gli animali, è sempre migliore.









