MINA SCENDE IN CAMPO: LA POLITICA SI RIFA’ LA VERGINITA’

di GIANMARCO LUCCHI

Si intitola «I politici e l’imenoplastica» il lungo intervento che Mina pubblica sul blog di Beppe Grillo. La ‘Tigre di Cremona’ che con il comico e leader del Movimento 5 Stelle nel 1996 ha anche inciso una canzone intitolata Dottore, si lancia in una lunga presa in giro del continuo tentativo dei politici, tanto della prima quanto della seconda Repubblica, di ritrovare la verginità.

«Beppe Grillo. Incontrollabile, sottovalutato, diverso, è adesso minaccioso veramente. Compare sostanzioso nella sua percentuale e inarrestabilmente spacca equilibri e logiche». Scrive Mina ricorrendo all’ironia. «Si chiama imenoplastica A reclamare tale ammodernamento anatomico -sottolinea Mina- si sono impegnati i grandi uomini della prima, della seconda, della terza, della quarta, della ennesima Repubblica. Leggermente sputtanati e disfatti in decenni di infernale e volgare promiscuità e sfrenato onanismo, senza controllo e con autoreferenzialità, stanno rivalutando all’improvviso il concetto di purezza».

«Non è raro ammirare gruppi di quelli che una volta si chiamavano politici, in vestaglia dal gusto classico, reduci e convalescenti dal suddetto trattamento, seduti su poltrone di similpelle bordeaux nelle hall di cliniche di chirurgia ricostruttiva. La schiera dei ‘rifatti’ comprende anche politologi, finedicitori di politica, economisti dell’ultima ora e bellimbusti di contorno, giornalisti compiacenti,adulatori prezzolati». Ma poi ecco arrivare una variante. «Non ne avevano mai parlato. Nel calderone dell’antipolitica ci stava tutto, Beppe Grillo compreso. Che bisogno c’era -afferma ancora Mina- di aver paura di un’alternativa senza qualifica, appartenenza, categoria di riferimento? L’ideologia del bunga e dell’antibunga erano sufficienti a eletti ed elettori per il funzionamento di Stato, società e politica estera». «Ora bisogna fare i conti con lo spauracchio. Prima regola che si impongono i neovergini è quella di non nominare mai il nome dell’interessato. La volgare citazione appare scritta negli sfondi degli studi e, al massimo, velocissimamente pronunciata da scioglilinguisti allenati. Vengono impegnati, poi, scrittori dal costo elevato per la edificazione della muraglia di discredito che comprenda intelligentissimi riferimenti al qualunquismo, all’utopia, al populismo, alla sovversione, all’anacronismo, all’irrispettosità, all’inconsistenza. Contenti delle strategie impostate, appagati ogni tanto da un ‘più zero, qualcosa’, si godono il prurito dei genitali riparati».

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