Milgram, l’esperimento che spiega perchè non si disubbidisce

di REDAZIONE

Guardate con attenzione il filmato, che è sottotitolato in lingua italiana. Si tratta di una riproposizione dell’esperimento Milgram, che fu un esperimento di psicologia sociale condotto nel 1961 dallo psicologo statunitense Stanley Milgram. Lo scopo dell’esperimento era quello di studiare il comportamento di soggetti a cui un’autorità (nel caso specifico uno scienziato) ordina di eseguire delle azioni che confliggono con i valori etici e morali dei soggetti stessi. L’esperimento cominciò tre mesi dopo l’inizio del processo a Gerusalemme contro il criminale di guerra nazista Adolf Eichmann. Milgram concepiva l’esperimento come un tentativo di risposta alla domanda: “È possibile che Eichmann e i suoi milioni di complici stessero semplicemente eseguendo degli ordini?”

I partecipanti alla ricerca furono reclutati tramite un annuncio su un giornale locale o tramite inviti spediti per posta a indirizzi ricavati dalla guida telefonica (oggi potrebbero essere i concorsi). Il campione risultò composto da persone fra i 20 e i 50 anni, maschi, di varia estrazione sociale. Fu loro comunicato che avrebbero collaborato, dietro ricompensa, a un esperimento sulla memoria e sugli effetti dell’apprendimento.

Oggi, il problema non è il nazional-socialismo(anche se ahinoi, la storia spesso si ripete…), ma una forma di statalismo oppressore – perfattamente ibridato con la democrazia – per cui Eichman potrebbe essere, ad esempio, “l’uomo di governo” (il potere) che dà ordini ai suoi esecutori materiali per spoliare i cittadini dei loro beni e della loro dignità.

Colui che inventò questa prova, voleva capire a che punto una persona – sottoposta ad ordini autoritari – si rende disponibile a disobbedire. L’esperimento di Milgram potrebbe apparire come una metafora dei nostri giorni. A ciascuno di voi conclusioni e commenti.

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