Milano a 30 all’ora in auto? La critica: Città per ecofighetti. Monopattini e bici elettriche vanno più veloci

Polemiche per il limite di 30 all’ora a Milano. Il consiglio comunale lo ha approvato con un ordine del giorno per le auto, dal primo gennaio 2024 in quasi tutta città. Sono salve le grandi arterie, meno alcune vie centralissime dove il tachimetro non potrà superare i 20 all’ora, saranno le cosiddette ‘Zone 20’ o ‘Zone residenziali’.

Chi critica la decisione parla di  una “cialtronata da ecofighetti incapaci”. La città mugugna e sui social impazza l’ironia sulla metropoli a passo d’uomo. “Roba da matti. A 30 km/h non riesci a mettere neanche la terza” dice Stefano su Fb, commentando il provvedimento.  “La cosa divertente – osserva Paolo – è che le bici turbo elettriche dei rider vanno a 50 e i monopattini a 40, entrambe non sanzionabili perché prive di targa e ‘specie protetta’. Per non parlare poi dei tempi di percorrenza che si allungano per auto e moto con il conseguente aumento dell’inquinamento”.

“15 chilometri sarebbe stato perfetto, con i 30, le bici e i monopattini potrebbero avere qualche difficoltà di troppo a superare auto e moto in scioltezza” scherza Marco.

Tra le migliori la battuta di Fabio che suggerisce: “Io farei 12km/h così si può socializzare con il conducente a fianco. O smadonnare insieme”. Sulla stessa linea Alessandra: “In alcune zone di Milano all’ora di punta si va a 5 km/h. 30 è un lusso”.

Geronimo La Russa, presidente di Automobile Club Milano lancia un appello al sindaco al buon senso. “Non siamo contrari tout court alle zone 30 – spiega all’AGI –  che anzi possono essere incrementate e individuate accanto a scuole e ospedali. Ma certamente non in tutta la città. Milano è veloce e dinamica” e così deve continuare a essere. Inoltre “non c’è proporzione tra il limite a 25 per i monopattini e quello a 30 per le auto. La capacità di frenata è diversa. Si comincino invece a far rispettare le regole. Tutti i dati ci dicono che la prima causa di incidenti in ambito urbano è la distrazione, non la velocità. E la seconda è il mancato rispetto delle precedenze, cioè non fermarsi allo stop e passare con il rosso”.

Dunque, conclude, “se il tema è la sicurezza stradale bisogna solo far rispettare le regole” e se invece si punta a migliorare l’ambiente questa non è la soluzione giusta, perché con un limite di velocità più basso si creano ingorghi e inquinamento”.  “La Milano che cresce sul tema della mobilità fa come i gamberi – conclude – marciando in direzione opposta al progresso e arroccandosi in posizioni che anche con l’ambientalismo, quello vero, e la sicurezza stradale hanno poco a che fare”.

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