Signora Merkel, tenga duro e non pensi ad aiutare i PIGS

di DIRITTODIVOTO.ORG

Spettabile signora Angela Merkel, cancelliera della Repubblica federale tedesca,

in questa difficile fase storica, durante la quale la Germania e altri Paesi europei sono continuamente sollecitati ad aiutare i membri dell’Unione in difficoltà (anche a costo di minare la moneta comune), vorremmo invitarla a non prendere la strada dell’assistenzialismo. Per questo, nel braccio di ferro con la Banca centrale e con i Pigs che chiedono il sostegno dei Paesi dell’Europa settentrionale, La invitiamo a tenere duro. L’Europa ha bisogno di un euro forte, che tuteli i risparmiatori e non venga inflazionato per sopperire agli errori e alle manchevolezze delle classi politiche nazionali. In particolare, oggi l’Italia è un pozzo senza fondo e non può essere dunque aiutata comprando i titoli del suo debito pubblico. Roma deve vendere l’immenso patrimonio pubblico (immobili e aziende), riducendo massicciamente il debito, il numero dei dipendenti pubblici, le voci di spesa.

Ma una cosa ancora più importante: che a ogni diversa parte della Repubblica italiana venga data la facoltà di decidere il proprio futuro. L’associazione Diritto di voto chiede che venga modificata la Costituzione italiana, la quale oggi nega alle città e alle regioni la libertà di disporre del proprio futuro, e che sia chiesto agli abitanti delle varie regioni se vogliono restare nel Paese o, se al contrario,non preferiscono ottenere la propria indipendenza e dare vita a istituzioni proprie.

Una Lombardia che ottenesse la propria indipendenza aiuterebbe tanto l’Europa come l’Italia. Nel corso della sua storia unitaria, successiva al 1861, l’Italia ha vissuto tutti i disastri arrecati dalla de-responsabilizzazione e dal nazionalismo. Nell’Ottocento il protezionismo volto ad aiutare le imprese settentrionali ha rovinato il Mezzogiorno e negli ultimi sessant’anni, invece, l’assistenzialismo ha spremuto il Nord e danneggiato pure il Sud, divenuto oggetto di politiche di intervento che hanno dato esiti fallimentari.  Attualmente ogni lavoratore lombardo perde ogni anno 11 mila euro netti (la differenza tra quanto paga e il costo dei servizi totali che riceve) dal fatto di essere in Italia: in sostanza, la Lombardia sfruttata e il Sud non se ne avvantaggia veramente, perché quei soldi alimentano la politica e l’assistenzialismo.

Nei giorni scorsi, la stampa italiana ha molto enfatizzato la diversa situazione di Lombardia (circa 10 milioni di abitanti) e Sicilia (circa 5 milioni), sottolineando come la prima abbia 5 mila dipendenti e la seconda 28 mila. E questa è solo una delle innumerevoli storture che stanno rovinando tanto il Nord quanto il Sud e che possono essere risolte solo con la fine dell’unità italiana. In questa situazione, l’aiuto dato ai Pigs dall’Unione e dalla Bce sarebbe ingiusto, oltre che inutile, se non addirittura dannoso. Potrebbe avere una sua logica solo se fosse condizionato alla concessione di un referendum riguardante l’indipendenza delle varie regioni italiane. Sarebbe l’ultimo aiuto, prima dell’avvio di un processo che, grazie all’indipendenza, obbligherebbe ognuno a mettere ordine nei propri conti e adottare la via del risanamento.

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