Mentre la politica litiga, la siccità avanza. Al Nord il quadro più tragico per l’agroalimentare

Il cuneo salino che avanza nel Po minacciando le aree interne mette a rischio il 30% dell’agroalimentare Made in Italy prodotto nel bacino della Pianura Padana e la metà degli allevamenti. Lo sottolinea Coldiretti commentando la siccità che non da tregua e il mare avanzato nel Delta del Po per una lunghezza record di 30 chilometri. “Siamo di fronte – spiega la Coldiretti – a un impatto devastante sulle produzioni nazionali che fanno segnare cali del 45% per il mais e i foraggi che servono all’alimentazione degli animali, -20% per il latte nelle stalle con le mucche stressate dal caldo afoso, -30% per il frumento duro per la pasta. E ancora, crolla di 1/3 la produzione di riso, -15% per la frutta -20% per cozze e vongole uccise dalla mancanza di ricambio idrico nel Delta del Po, dove si allargano le zone di “acqua morta”, assalti di insetti e cavallette che solo in Sardegna hanno già devastato quasi 40mila ettari di campi. “La situazione di fiumi e laghi, l’aumento delle temperature e l’impatto della siccità sulle produzioni agricole nazionali dimostra l’esigenza di accelerare sulla realizzazione di un piano per i bacini di accumulo, poiché solo in questo modo riusciremo a garantirci stabilmente in futuro le riserve idriche necessarie al nostro Paese – ricorda il presidente di Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che – l’Italia recupera solo l’11% dell’acqua piovana ma con un sistema nazionale di invasi potremmo arrivare al 50% evitando così situazioni di crisi come quella che stiamo soffrendo anche quest’anno”.

 

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