MEGLIO I PRATI SVIZZERI CHE LA PALUDE ROMANA

di MANUELA PORETTI

«Alla palude romana preferisco i verdi prati svizzeri». Chiaro e conciso. Questo il pensiero del Sindaco di Morazzone Matteo Bianchi. E’ stato lui uno dei primi borgomastri varesini ad accogliere con entusiasmo la proposta di annessione dell’alta Lombardia al Canton Ticino. In una lettera resa nota alla stampa è condensato tutto il pensiero del primo cittadino che non nasconde le sue posizioni pro annessione. «Se questa proposta solletica l’immaginario politico e della gente comune è perché, al di qua del confine, c’è un malessere da parte dei cittadini che è arrivato oltre i livelli di guardia. Le Province vicine alla Confederazione Elvetica sono tra le più produttive della penisola italiana e di tutta l’Europa. Per contro, abbiamo un residuo fiscale nei confronti della Repubblica Italiana che è abominevole, ovvero diamo molto di più di quanto riceviamo dallo Stato centrale». Bianchi condivide la proposta di Giuliano Bignasca anche perché ritiene il Canton Ticino più affine al Varesotto per lingua, tradizioni, cultura e patrimonio naturalistico, ma non nasconde i benefici che una simile annessione porterebbe agli svizzeri. «Anche i Ticinesi hanno capito che potrebbe esserci un guadagno reciproco nell’avere un Canton Ticino con annesse provincie laboriose e produttive come quella di Varese. Per non parlare dei vantaggi che ne avrebbero le nostre aziende: imposizione fiscale drasticamente inferiore e rapporti più dinamici con gli Istituti di Credito».

Una proposta, quella del leader della Lega dei Ticinesi, che trova riscontro anche in due iniziative promosse oltreconfine. La prima è la proposta del consigliere nazionale dell’Udc svizzera, Dominique Baetting, il quale avanzò l’ipotesi di aprire le porte della Confederazione alle provincie di Varese, Como, Aosta, Bolzano e altri territori confinanti come l’Alsazia e il Baden Wuttenberg.  La seconda è un chiaro segnale che arriva da Lugano dove è stato commissionato alla facoltà di Economia dell’Università della Svizzera italiana uno studio per valutare i pro e i contro di un’unione tra Cantone, Valtellina e province di Como e di Varese.                                            Lo stesso Norman Gobbi, consigliere di stato del Canton Ticino, intervenuto ad un convegno sul Risorgimento tenutosi a Morazzone sul finire del 2011, ha manifestato il suo disappunto verso questa Italia e ha affermato: «È sempre difficile giudicare con gli occhi degli altri, ma il fatto di vivere vicini e di condividere cultura e storia lungo la frontiera tra Ticino e Lombardia, ci permette di meglio comprendere le dinamiche e cercare di trovare il bandolo della matassa. È per questo che da attenti osservatori, senza velleità moralizzanti o paternalistiche, vediamo un’Italia confusa e un po’ schiava di un sistema politico assai complesso e vetusto, incapace di rendere responsabili e accountable gli amministratori locali. In Svizzera e in particolare in Ticino non siamo perfetti, perché nessuno è contento di pagare le imposte e le tasse, ma se il sistema politico e amministrativo risponde in prima persona delle sue responsabilità, allora puoi misurare il valore del tuo contributo fiscale e apprezzarne le sue ricadute locali, cantonali e nazionali. È dunque giunto il tempo di dimostrarci vicini; tra Regioni, Province e Cantone Ticino lo stiamo dimostrando, ora desideriamo che anche a Roma e a Berna si scrollino di dosso una passività che nuoce ai rapporti transfrontalieri tra cittadini e politici di due Paesi che tutto sommato si sono sempre stimati e hanno sempre collaborato».                                                                                                                                      In un momento storico in cui gli stati nazionali ottocenteschi stanno collassando e con essi il progetto dell’Euro, quelli riportati sopra sono sempre più concreti ed attuali ragionamenti che portano ad ipotizzare soluzioni per la salvezza di territori operosi come il varesotto che agganciati alla zavorra Italia non possono avere futuro prospero.

 


 

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