di TONTOLO

Ohibò, questo proprio non me l’aspettavo. Tutto potevo spetarme nella mia lunga vita, ma non di leggere un articolo di quel cancher di Vittorio Feltri a favore del Mezzogiorno. Sì, sempre un qualcosa fatto alla Feltri, una botta di qua e una di là, insomma un’operazione di paraculaggine in cui è per altro maestro uno dei più grandi giornalisti italici viventi. Ma certo leggere il Vittorio da Ponteranica spendere delle parole a favore dei “teruni” proprio mi ha sorpreso.

Forse son diventato vecchio e troppo tontolon. Per farla breve un paio di giorni fa il nostro celeberrimo driver (ghe piase i cavalli, per chi non lo sapesse, più degli uomini e solo un pelino meno delle donne) scrive un articolo sul Giornale della famiglia Berlusconi, dove è editorialista senza funzioni direttoriali (quelle sono del Sandro de Comm, il Sallusti), in cui plaude alla decisione di Mario Monti di far morire le speranze olimpiche della Capitale. E fin qui tutto previsto.

E’ quel che è venuto dopo a farmi trasecolar. Scrive il Feltri, infatti, che adesso il professore milanes dovrebbe mettersi d’impegno e dare una mano al Sud (quindi immagino quattrini, palenche, schei!!!), dove tutto fa schifo, ma essendo il posto più bello del mondo o quasi, biogna fare in modo di far decollare la risorsa principe, il turismo, con tutto quanto ciò si porta appresso. Per la verità non un discorso originalissimo, ma che a farlo sia il Vittorio da Ponteranica mi ha proprio sorpreso, Lui che, raccontano gli amici, si possono contare le volte che ha messo piede sotto Roma e che è stato è più leghista di Bossi, solo che non s’è mai preso bene col Senatur.

Che ci sia sotto qualcosa da scoprire solo vivendo?

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