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“Me ne frego”. Parlamento? Quirinale? Per la Lega può bastare Facebook

putindi Roberto Bernardelli – Le parole di Conte alla Camera, unica informativa ufficiale sul caso Metropol, per quanto tiepide e piene di mezze ammissioni, di fatto di scaricano il Viminale, non mettono il Parlamento nelle condizioni di avere più notizie, negano ai cittadini di sapere dalla voce del ministro dell’Interno quello su cui tutti, tranne i leghisti, si interrogano: ma che rapporti ci sono tra Savoini e Salvini?

Quanto questo sodalizio amichevole si è insinuato nella politica di governo? Nelle strategie antieuropee?

L’11 luglio ha detto che non sapeva cosa ci facesse lì l’amico Savo nella delegazione italiana ai bilaterali col ministero dell’Interno russo, ovvero un anno prima il 16 luglio 2018. “Chietedelo a lui”, aveva detto Matteo. Conte alla Camera ha riferito che nei documenti il Savo è accreditato. Il Viminale ammette che è un “accompagnatore”. Ma non era nella delegazione ufficiale. Conte però dice un’altra cosa, e cioè che l’ambasciata a Mosca riferisce che il 16 luglio il Savo è nella delegazione comunicata “su indicazione del protocollo del Viminale” e che “la delegazione ufficiale comprendeva anche il signor Savoini”.

Il 12 luglio Matteo afferma che il Savo è solo un amico di università. Ma come, un ex portavoce del segretario federale? Il 18 ottobre 2018 torna da Mosca non prima di aver partecipato, col Savo dell’università, al convegno di Confindustria Russia.

Ma nonostante tutto, il segretario della Lega dice “Me ne frego”. Certo, la Lega può fare a meno del Parlamento, del Quirinale, dei ministri della Difesa, dell’Economia, dei Trasporti, a che servono? Orpelli che intralciano la dittatura democratica dei padano-russi.

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