MORAZZONE: CONTRO LA RAPINA DI STATO, MOZIONE COMUNALE

di MATTEO BIANCHI*

Nell’Art.35 comma 8 del decreto sulle cosiddette liberalizzazioni, viene inserito un passaggio – appositamente nascosto perché nulla ha da che spartire con le liberalizzazioni -, da regime dittatoriale stile URSS: “ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica…”, dal 29 febbraio lo Stato preleverà i soldi dei contribuenti comunali, depositati nelle tesorerie locali (la banca del paese), per trasferirli nella Tesoreria unica dello Stato!!! Ci rapinano i soldi dalla nostra banca!

Praticamente noi sindaci non siamo più padroni della cassa dei nostri Comuni, perché lo Stato si finanzia con i soldi dei Comuni virtuosi (guarda caso la maggioranza sono al Nord) che hanno le casse in attivo!!! Con tanta fatica abbiamo i conti in ordine, mai una volta in anticipazione di cassa, fornitori pagati al massimo a 45 giorni (sotto i 5.000 abitanti perché per ora non abbiamo patto di stabilità vincolante) e adesso con un decreto da far invidia a Joe Dalton, ci portano via i nostri soldi e quindi per pagare i fornitori e gli stipendi, dovremo chiedere autorizzazione alla Tesoreria dello Stato a Roma affinché, per cortesia, trasferiscano i quattrini sul conto dei dipendenti o delle ditte che lavorano per noi. Questa e’ una rapina ai danni dei contribuenti locali.

E se da Roma poi decidessero di ritrasferirci solo in parte l’ammontare di ciò che si sono prelevati in nome dell’unita economica della Repubblica?! A questo punto tutto è possibile perché se viene minata la già ristretta autonomia finanziaria dei Comuni, vuol dire che non solo è sospesa la democrazia, ma che di fatto in Italia ci sono i Comuni praticamente commissariati!

*Sindaco di Morazzone

LEGGI QUI LA MOZIONE PRESENTATA A MORAZZONE CONTRO GOVERNO

 

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