Mascherina, i tanti modi per (non) portarla

di Walter Roverato -Pare che finalmente sarà tolto l’obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto. Bene, ma l’italietta è il solito paese dei divieti e di nessuno che controlla. L’altro giorno, mattina ore 8.00, mi sono dilettato a contare le persone che incontravo nel mio tragitto per andare al lavoro (non più di un quarto d’ora a piedi), e di annotarne il numero di coloro che non indossavano una mascherina oppure la indossavano “all’italiana”, sul mento, sul braccio, e così via. Risultato: a quell’ora di mattina, in un quarto d’ora di strada a piedi, facevo meglio a contare le persone che la indossavano, in quanto ho annotato ben 52 persone per cui l’obbligo di mascherina era…. relativo, diciamo.

Già, questo è il solito paese, lo sapevo; un paese dove c’è una regola e puntualmente c’è colui per cui questa regola…. non deve esistere, per cui si fa ciò che si vuole, e poi, tanto se mi danno la multa faccio “un casino”: ricorsi al Tar, al Presidente della Repubblica, alla Corte europea dei diritti dell’uomo, finché troverò un giudice da qualche parte, che mi darà ragione.
Eh, certo, perché l’italico non porta la mascherina, ma ha sempre la sua ragione: devo bere lo “spritz” al bar, devo fumare, devo parlare al cellulare, devo mangiarmi la merenda di metà mattina, fa caldo e devo bere acqua regolarmente, non respiro, me la sono dimenticata, non sapevo del divieto (?), non la voglio portare, mi rovina l’abbronzatura del viso, mi segna il viso, mi tira le orecchie, non credo sia utile, “non c’è Coviddi”….
Ma caspita, questo divieto, in questo caso, è per l’incolumità di tutti, nessuno ci pensa? Ah, ma vuoi che il Covid prenda proprio me? Fra tutte le persone che ci sono? E perché no, dico io…. Il fatto è che tutti pensano “a me non capita…”, ma quando gli capita, e solo in questo caso, allora l’italiano capisce che quello stupido divieto era per salvarlo, e rimpiange di non aver messo la mascherina in quel negozio, o in quella circostanza dove c’era tanta gente, o di averla messa sotto il naso in quel trasporto pubblico, dove c’era tanta gente… ecco, l’abitante di quel paese chiamato Italia è abituato così: impara a nuotare solo quando l’acqua gli arriva… ad un certo punto, ma non prima. Adesso tutti saranno liberi, quindi, dalla mascherina, e saranno tutti contenti, ed il merito andrà certamente al “capitano” Salvini, che è andato a battere i pugni sul tavolo del Governo per questo. Va beh, così vanno le cose….
Io ricordo però che la mascherina in precedenza l’avevo vista solo sulla faccia, oltre che dei medici, di certi turisti giapponesi che incontravo in inverno in autobus, o anche semplicemente per strada, ed avevo capito che la indossavano in quanto avevano l’influenza, od anche solo un raffreddore, e non volevano che altri lo prendessero da loro. Una lezione di civiltà, un senso civico e di rispetto per gli altri assolutamente sconosciuti agli italiani i quali invece, se gli fai notare che devono portare la mascherina, ti rispondono invece: “pensa agli affari tuoi”, come se non fossero anche affari miei il fatto che tu potresti infettare qualcuno….
Continuate così, cari italiani, fatevi tutti “gli affari vostri”, e gli altri… beh, che si arrangino, tanto basta che l’acqua non arrivi… al sedere, così non devo imparare a nuotare.
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