Bossi deposita nuovo partito? No, un’associazione culturale

di GIANMARCO LUCCHI

 

Umberto Bossi,accompagnato dalla moglie Manuela e da alcuni fedelissimi, ha depositato presso un notaio gli atti per la nascita di un nuovo soggetto politico. Lo scrive l’ANSA. Questo appare l’ultimo passo prima di una possibile scissione della Lega. Il 12 aprile 1984 il senatur fondava la Lega Lombarda. Mezz’ora dopo la notizia, Bossi è pedrò intervenuto per ribadire di restare nella Lega e di non voler creare un altro partito. E successivamente un’ulteriore precisazione: ”E’ stata fondata nei giorni scorsi una associazione per fare un giornale di cultura e di identita’ padana, non c’e’ nessun partito”.  Bossi  lo ha detto direttamente all’Ansa spiegando che ”diffondere la cultura e l’identita’ padana fa parte del mio compito nella Lega”. E poi sulle espulsioni e sulle tensioni nel movimento: ”In realta’ c’e’ gente che parla troppo – e’ la replica di Bossi – anche sulle questioni delle espulsioni alla fine poi tutto passa da me da Maroni e da Calderoli. Il resto sono chiacchiere”.

Intanto nel pomeriggio a surriscaldare gli animi un nuovo attacco di Tosi o presunto tale. “Con Bossi non ci sentiamo mai. Qualche volta ci si vede in via Bellerio”. E fin qui siamo, come si dice, alla normale dialettica politica. Problema e’ che Flavio Tosi articola senza troppi giri di parole il suo dissenso nei confronti del Senatur: “Ma voi chiamereste mai al telefono uno stronzo?”. Dai microfoni di La Zanzara su Radio24 va in onda un nuovo episodio del confronto all’interno della Lega, con una lancia spezzata, invece, in favore di Luca Zaia, il rivale presidente del Veneto, sulla questione delle previsioni meteo: “Non e’ strana l’idea di una sospensione. Anch’io per andare da qualche parte guardo le previsioni e, per eccesso di prudenza, le previsioni mettono piu’ volte il cattivo tempo. Fanno un danno – ribadisce – alla Regione Veneto: a Pasquetta per esempio le previsioni dicevano che era brutto, poi non e’ stato cosi'”. Il sindaco di Verona tocca anche altri argomenti. Tra Renzi e Berlusconi, chi sceglierebbe? “Non rispondo, anzi si’. Sceglierei sicuramente Renzi come premier. Ma penso che in questo caso la Lega proporrebbe come premier una persona piu’ giovane, un quarantenne”.

Ma poi è arrivato un chiarimento. ”E’ evidente che l’epiteto ‘stronzo’ riportato dal comunicato della trasmissione La Zanzara di Radio 24 non era da me riferito ad Umberto Bossi”. Lo ha precisato questa sera il sindaco di Verona Flavio Tosi. ”Tanto piu’ – sottolinea Tosi – che e’ ben noto l’episodio del 18 ottobre 2011 in cui il suddetto epiteto era stato da Bossi affibbiato al sottoscritto”.

E veniamo alle espulsioni annunciate. Anche se per il momento la procedura di espulsione di Marco Reguzzoni e’ congelata, la Lega Nord non sta compiendo ”nessuna retromarcia” nei confronti dell’ex capogruppo alla Camera. Lo ha assicurato il segretario federale del Carroccio, Roberto Maroni, dopo la minaccia di Umberto Bossi di abbandonare il partito e la conseguente decisione del segretario della Lega Lombarda, Matteo Salvini, di sospendere l’iter del provvedimento di espulsione a carico di Reguzzoni. Maroni, ospite oggi di un convegno promosso dalla Camera di Commercio di Milano, preferisce non sbilanciarsi sulla minaccia di Bossi: ”Non faccio commenti, la questione la sta gestendo Matteo Salvini”. Di sicuro, il provvedimento di sospensione deciso dal segretario della Lega Lombarda, ”e’ stato interpretato male” perche’ ”c’e’ un nuovo regolamento in vigore dal 1° gennaio 2013 che prevede una procedura diversa e piu’ garantista rispetto a prima. Ed e’ quella seguita da Salvini. La richiesta fatta dal Consiglio nazionale – ha spiegato ancora il numero uno del Carroccio – prevede un’audizione da parte del segretario nazionale, cosa che Salvini sta facendo e poi proporra’ al comitato di garanzia provvedimenti sanzionatori”. Insomma, ha ribadito ancora Maroni, la decisione di sospendere l’espulsione di Reguzzoni ”e’ prevista dallo statuto” e percio’ nei confronti dell’ex capogruppo alla Camera ”non c’e’ nessuna retromarcia”. Quanto al clima che si respira in questi giorni all’interno del partito, per Maroni ”e’ tutto a posto”.

I procedimenti di espulsione nei confronti dei contestatori in seno alla Lega si concluderanno in una quindicina di giorni: lo dice Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega Lombarda, che in mattinata ha visitato insieme ai consiglieri di zona l’ex fabbrica dismessa di via Montefeltro 8 a Milano, diventata un campo rom. “Con Reguzzoni ci siamo visti, abbiamo chiarito che bisogna smetterla di litigare, sparlare, chiacchierare, e mettersi a lavorare. Lui si e’ detto d’accordo. Ma i provvedimenti nei confronti di chi ha fatto casino saranno presi, e si concluderanno in una quindicina di giorni” ha detto Salvini. A Pontida, secondo Salvini, i contestatori erano “venti persone in tutto”, mentre i provvedimenti saranno adottati nei confronti di “cinque o sei persone, che da mesi stanno reiteratamente sparlando, attaccando, rompendo le scatole e diffamando. Si tratta di alcuni ex deputati o ex senatori, quei nomi che si leggono sui giornali e dovrebbero mostrarsi piu’ responsabili degli altri”. Salvini non crede a un abbandono di Bossi: “Non ci credo. Bossi c’e’ e ci sara’. Non c’e’ un ‘nuovo corso della Lega’, c’e’ solo la Lega che cambia alcune cose, doverosamente”, ha concluso il segretario.

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