Maroni: la Lega non sparirà mai anche con evoluzione stile Csu

di GIANMARCO LUCCHI

Anche se ci sara’ un’evoluzione su un modello Csu, per diventare il partito egemone del Nord, e anche se ci sara’ un apporto delle liste civiche, “la Lega e’ immortale e non sparira’ mai”. Ad assicurarlo e’ il segretario, neopresidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, in visita dal presidente del Veneto, e compagno di partito, Luca Zaia. “Dobbiamo valutare alcune condizioni a fronte di un contesto e di una realta’ che sono cambiati anche solo rispetto ad un anno fa – ha spiegato parlando del futuro del partito – Grillo un anno fa non esisteva, ora e’ il primo partito. Vuol dire che tanti elettori, anche della Lega, non hanno votato per noi ma hanno scelto il M5S“.

Altro punto, poi, e’ quello del progetto della ‘macroregione’, che “comporta anche un’evoluzione della rappresentanza politica e questo vuol dire un modello Csu, con una Lega egemone al Nord”. Sull’apporto delle liste civiche, poi, Maroni ha fatto notare che in Lombardia, alle scorse elezioni, la Lega ha preso gli stessi voti sia alle regionali che per la Camera, a cui pero’, per il Pirellone, bisogna aggiungere quelli della civica ‘Maroni Presidente‘, ovvero “un 10% di elettori leghisti che non avrebbero votato Lega e ma hanno scelto la lista d’appoggio”. Nella prospettiva di cambiamento, tuttavia, non serve un nuovo congresso: “Lo abbiamo fatto meno di un anno fa e ha dato una linea. Abbiamo puntato in Lombardia perche’ era coerente con il nostro progetto e ora che abbiamo vinto dobbiamo puntare a cio’ che avevamo detto, ovvero allargare il consenso al Nord”.

Maroni si è detto poi felice della ”vivacita’ dei ragazzi veneti, perche’ servira’ a stimolare anche noi lombardi’ e rinvia al mittente l’idea di un congresso veneto della Lega per affrontare la dialettica post elezioni che ha portato all’invio da parte del segretario regionale Flavio Tosi di lettere di richiamo, visto che ”c’e’ gia’ stato un congresso federale che ha deciso tutto”.

Il progetto della macroregione del Nord, secondo il neo governatore lombardo, non e’ in contraddizione con le linee europee, tutt’altro. ”A chi critica la macroregione dicendo che spacca l’Italia e la divide – ha affermato Maroni, a margine dell’incontro con Zaia – rispondiamo che noi siamo l’anticipazione della nuova Europa. L’iniziativa europea della Regione Alpina, ad esempio, e’ gia’ partita, con la firma lo scorso giugno, da parte dei governatori interessati in Svizzera”. ”All’interno del modello europeo, dunque – ha aggiunto -, le nostre Regioni vogliono essere un motore di accelerazione, per sveltire un processo la cui direzione e’ ben chiara. E la Lega, anche in questo, e’ l’unico partito a porsi in avanti rispetto agli altri, perche’ ha capito dove sta evolvendo l’Europa”.

Maroni al riguardo, nell’ottica leghista, ha riproposto la ‘nuova’ divisione nord-sud. ”E’ un concetto che non vale solo per l’Italia – ha sostenuto -, ma anche per il continente, dove non vogliamo essere una dependance del nord-centro Europa, ma al contrario essere protagonisti”.

Quanto alla macroregione del nord Italia, il leader leghista ha ribadito che ”la strada indicata al congresso e’ quella della Lega partito egemone, tipo Csu. Nei prossimi giorni incontrero’ anche il presidente dell‘Emilia Romagna, Errani e uno dei temi di cui parleremo e’ anche questo”.

Maroni ha infine fatto un accenno alle questioni calde della nuova giunta lombarda, come la sanita’: ‘il mio impegno – ha detto – e’ di garantire che le numerose eccellenze della sanita’ lombarda continuino ad essere tali, liberandole pero’ dal malaffare che purtroppo sta risultando dalle inchieste giudiziarie in atto. Al riguardo, per realizzare l’obiettivo, ho in testa una serie di idee che mi propongo di sottoporre alla Giunta alla prima riunione che terremo non appena ci saremo insediati”.

GIORGETTI CAPOGRUPPO ALLA CAMERA E BITONCI AL SENATO

Giancarlo Giorgetti alla Camera e Massimo Bitonci al Senato saranno i nuovi capogruppo della Lega Nord in Parlamento. Lo ha annunciato il segretario federale, Roberto Maroni, al termine del vertice con Zaia ”Non ho guardato a logiche geopolitiche – ha spiegato – ma solo alla capacita’ degli uomini. Si tratta di due new entries e solo casualmente sono un lombardo e un veneto”.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Ripagare i debiti con la liretta? Preparate vagoni di carta straccia

Articolo successivo

In piazza contro i suicidi: Veneto Stato manifesta a Schio (vi)