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Maroni mi infastidisce e da 11 mesi fa nulla per l’autogoverno

di ALESSANDRO STORTI

Ho letto con notevole fastidio le dichiarazioni del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, in un’intervista rilasciata il 17 gennaio scorso al quotidiano spagnolo “El Pais”, al termine del suo incontro con il presidente della Catalogna Artur Mas, a Barcellona, nell’ambito del ‘World Expo Tour’.

Dopo essersi detto “interessato” al percorso catalano -e ci mancherebbe anche che non lo fosse-, il nostro presidente ha affermato che “la Catalogna ha un vantaggio rispetto alla Lombardia: ha una forte identità, che è fondamentalmente la lingua. La Lombardia non ha una lingua propria. Mi piacerebbe che un giorno anche noi potessimo seguire la stessa via, il problema, ripeto, è che non abbiamo un elemento unificatore com’è la lingua catalana

Badate bene, non mi ha infastidito la negazione dell’esistenza di una lingua lombarda. Lo dico chiaramente: non è questo il punto. Non-è-que-sto-il-pun-to. Perdersi in discussioni sull’identità della Lombardia, sulla presenza o meno di fattori unificanti, siano essi etnici, culturali, linguistici, storici, non ha alcuna utilità. Sono discussioni che non sposterebbero di un millimetro i confini della vera questione lombarda. E tale questione è una e una soltanto: la condizione di asservimento fiscale e di sfruttamento coloniale in cui ci troviamo.

Sia chiaro: innanzitutto per colpa nostra, dato che le classi digerenti da noi elette hanno continuato imperterrite ad inasprire tale prelievo, da decenni a questa parte, senza alcuna soluzione di continuità, e senza che i cambi di casacca fra un governo e l’altro determinassero alcun reale cambiamento. Anzi, va detto che i peggiori tassatori si sono rivelati proprio i lombardi mandati a Roma, forse per quel piglio da ottusi ragionieri incapaci della minima visione politica con cui sono soliti fare i conti, un piglio applicato pedissequamente ai conti dello stato italiano, come fosse la propria fabbrichetta. Non so quante volte noi lombardi, grazie a coloro che abbiamo mandato a Roma, abbiamo contribuito in modo determinante a “salvare l’Italia”, con il fondamentale concorso di colpa, sia detto anche questo chiaramente, di sindaci e consiglieri regionali ligi ad obbedir tassando e tacendo.

Ma torniamo a Maroni. E al profondo fastidio che mi ha generato… CONTINUA A LEGGERE QUI.

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