Maroni: il Nord può dettare le condizioni a Roma e a Bruxelles

di GIANLUCA MARCHI

Si sta formando la squadra del nuovo segretario federale della Lega Roberto Maroni. Stamattina in via Bellerio sono stati presentati i tre vicesegretari. Tutto come previsto. Il vicario è Federico Caner, trevigiano, 39 anni, attuale capogruppo alla Regione Veneto, che avrà la delega per realizzare la scuola politica di formazione e gestione. Gli altri due sono la piemontese Elena Maccanti, 41 anni, attuale assessore regionale agli Affari istituzionali, che si occuperà del coordinamento degli enti locali e dell’attività amministrativa sul territorio, e il bergamasco Giacomo Stucchi, 43 anni, deputato, a cui tocca la responsabilità di organizzare e guidare l’Ufficio politico federale.

Lunedì, in occasione della prima riunione del Consiglio federale dell’era maroniana, saranno nominati i responsabili politici dei dipartimenti in cui sarà articolato l’Ufficio politico: federalismo, autonomie e comunità locali; sviluppo tecnologico, competitività e innovazione tecnologica; fisco, finanze federali e servizi pubblici locali; welfare, occupazione, sicurezza sociale e salute; infrastrutture, ambiente e competitività territoriale; sicurezza, giustizia e immigrazione; agricoltura, pesca e alimentazione; famiglia, nuove generazioni e futuro; turismo, porti e politiche del mare; media, mondo web e comunicazione; Europa dei popoli e rapporti coi partiti europei.

Sono previste poi due Consulte: identità, lingue e culture locali che opererà sotto la responsabilità di Caner, e amministrazioni locali che dipenderà da Maccanti. Direttore dei dipartimenti e delle Consulte è stato nominato Stefano Candiani, ex segretario provinciale di Varese.

“La questione settentrionale è la nostra questione fondamentale – ha detto Maroni – e in questo senso la Lega deve tornare a produrre idee ed è per questo che variamo i dipartimenti e le consulte. E’ il nostro ritorno al futuro. Il claim che ci accompagnerà da qui in avanti è “Prima il Nord”, perché vogliamo essere il partito di riferimento del Settentrione. Per far questo la Lega apre il ponte levatoio della propria rocca allo scopo di aprirci anche a chi non fa parte del partito, ma ha a cuore gli interessi del Nord”.

La Padania viene allora messa in soffitta? “La Padania resta il nostro obiettivo strategico, cioè la macroregione Padana nell’Europa dei Popoli, ma lo strumento per arrivarci è appunto Prima il Nord.

La Lega maroniana si vuole dotare di un articolato sistema di comunicazione (e qui è stato anticipato l’unico nome dell’Ufficio politico, cioè il responsabile dei media Davide Caparini) con un nuovo portale integrato con il quotidiano, la radio e la televisione. E inoltre funzionerà un sistema intranet per la circolazione delle comunicazioni interne fra le sezioni del Carroccio. Il tutto dovrebbe essere messo in piedi forse già entro la fine di luglio. E un occhio particolare, ha sottolineato Maroni, verrà riservato ai social network: insomma, il cuore della Lega 2.0.

Interrogato sul decreto della spending review, Maroni ha liquidato il provvedimento governativo con un eloquente “solo annunci e tanta fuffa”. E ha ricordato i tre punti concreti su cui la Lega si impegnerà nei prossimi passaggi parlamentari: 1) commissariamento delle banche che si finanziano con soldi pubblici all’1% sul modello dellaRoyal Bank of Scotland, 2) la compensazione automatica di debiti/crediti da parte delle pmi senza attendere le scadenze erariali, 3) riduzione immediata del 50% dell’Ires per le pmi.

Per quanto riguarda invece il territorio, Maroni ha ribadito che le Regioni del Nord (due presiedute dalla Lega, Veneto e Piemonte, e due dove la Lega è in maggioranza, Lombardia e Friuli) dovranno sottoscrivere un “patto federativo” per opporsi alle strategie del governo. “Se questo avvenisse – ha detto il segretario – il Nord sarebbe in grado di dettare le condizioni sia a Roma che a Bruxelles”. Questo è l’obiettivo primario della nuova Lega, che tende a lasciare in fondo la questione delle alleanze.

Circa la notizia corsa in mattina, a seguito di un articolo apparso sul Corriere, della sopressione di Pontida, Maroni è stato netto: “Pontida è la nostra identità e per quanto mi riguarda non verrà mai meno. Lunedì in Consiglio federale saranno decise le date degli Stati generali del Nord, di Venezie e di Pontida. E sarà anche varato un regolamento che stabilirà le incompatibilità di incarico”.  Intanto è stato annunciato che nessuno dei responsabili dei dipartimenti avrà altri incarichi di tipo amministrativo sul territorio.

Sulle polemiche alimentate dalla sparizione e dalla ricomparsa della foto di Umberto Bossi dal sito della Lega, Maroni ha tagliato corto: “Un problema tecnico, cioè il trasferimento del sito da una piattaforma all’altra, si è trasformato in questione politica. Faccio presente che la foto era scomparsa già alcuni giorni prima del congresso e comunque sono intervenuto per farla rimette. Ribadisco però che in poche settimane tutto il nostro sistema online e comunicativo verrà riformato”.

Dopo aver comunicato la nomina di Roberto Calderoli a responsabile organizzativo federale sul territorio, Maroni ha risposto così a chi gli chiedeva lumi sulla durata della Giunta Formigoni in Lombardia: “Io non intendo intromettermi ovunque e soverchiare le decisioni dei vari livelli (tutti hanno pensato al sistema tipico di Bossi, invece, n.d.r.). La Lega adesso è un partito confederale e la responsabilità dei territori è maggiore. Relativamente alla Lombardia, Matteo Salvini sa che l’obiettivo della Lega è diventare il partito egemone e di arrivare alla guida della Regione: lui ha gli strumenti e le capacità per conseguire questo risultato”.

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