Maroni: fuori dalla Lega chi aderisce a “Padania Libera”

di REDAZIONE

L’associazione ‘Padania Libera’, creata dal senatore Giuseppe Leoni e alcuni dissidenti ‘bossiani’, “e’ solo un’operazione nostalgica da trapassato remoto”. Ne e’ convinto Roberto Maroni. “Crea confusione e poiche’ non e’ un’associazione culturale ma si propone come movimento politico e sabato al consiglio federale proporro’, secondo lo statuto, una incompatibilita’ della loro tessera con la tessera della Lega”, ha spiegato il segretario federale del Carroccio, in un’intervista alla ‘Padania’. “Qualcuno di loro vorrebbe trattare con la Lega: forse con la Lega Calcio o con la Lega Ambiente – ha obiettato – perche’ con me non tratteranno di certo”.

“Quello che mi interessa e’ che il nuovo segretario, che non e’ legittimato dalla storia come lo e’ stato Bossi e io stesso poiche’ padri fondatori, ottenga la piu’ ampia legittimazione possibile per poi poter decidere con autorevolezza e consenso”. Cosi’ Maroni parla del congresso ‘aperto ai militanti’ che dovra’ eleggere il suo successore. “Sia chiaro a tutti che il prossimo Congresso non dovra’ ratificare una decisione del Consiglio Federale”, prosegue, “Non si decidera’ una stanza di via Bellerio ma a deliberare sul futuro della Lega saranno i militanti. E’ un’operazione di autentica democrazia e responsabilita’”.

“Ho voluto porre fine alle stucchevoli polemiche sui delegati che avrebbero dovuto prendere parte al congresso proponendo di aprire il Congresso ai militanti con almeno 5 anni di anzianita’”, continua, con riferimento alle critiche di chi, come Umberto Bossi, voleva l’elezione di nuovi delegati al congresso. “Sabato si svolgera’ un Consiglio Federale e valuteremo se abbassare il limite cosi’ come propone qualcuno e valuteremo anche la procedura migliore per permettere a tutti di votare a Torino oppure far svolgere le votazioni nelle segreterie provinciali. Le formalita’, le procedure, i meccanismi li definiremo a breve”. Cosa risponde a chi invoca una candidatura unica? “Io sono stato un buon allenatore e da segretario federale ho visto crescere uomini di grande capacita’. Penso ai miei vice Salvini e Tosi, penso a Cota, Giorgetti e Zaia. Tutti hanno i numeri e il diritto di candidarsi”.

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