MARONI: BASTA BALUBA. SUL RAZZISMO CI ABBIAMO MARCIATO

di GIANMARCO LUCCHI

La nuova fase della Lega Nord è iniziata. Almeno a sentire Roberto Maroni che parla all’università dell’Insubria. L’ex ministro a Varese respira aria di casa e  fa  autocritica su alcune posizioni razziste del Carroccio e rilanciare il suo pieno sostegno ‘all’eretico’ sindaco di Verona, Flavio Tosi. È qui che qualche mese fa Bobo è stato accolto da trionfatore, quando era lui ad essere un passo dall’espulsione dal partito. Ed è qui che ora delinea il futuro politico del Carroccio: all’opposizione a Roma e solitari (ovvero senza il Pdl) alle amministrative. Ma l’inatteso ‘mea culpa’ per le tentazioni xenofobe del passato vale non poche critiche a Maroni. «Ammettere di aver lucrato voti su razzismo e xenofobia è di una gravità estrema, soprattutto se lo fa l’ex ministro dell’Interno», tuona l’Idv. Mentre per il Pd «è del tutto inutile che provino a rifarsi la pelle: sono e restano un partito razzista».

Ma Cosa ha detto l’ex ministro? Sulla xenofobia in passato a volte la Lega Nord «ci ha marciato», con l’obiettivo di «raggiungere consensi» – ammette Maroni – A volte qualcuno di noi ha esagerato ed è stato malinteso«. Il leader dei barbari sognanti intende smarcarsi “dai baluba, quelli con la barba verde e le corna. Fanno parte della pancia – spiega – ma c’è anche il cervello e il cuore”. Una posizione che all’interno della Lega non è condivisa da tutti. “Anche a me è capitato di prendere strigliate – sottolinea – perchè quando penso che una cosa è sbagliata lo dico accettando le conseguenze”. “Chi ritiene di subire decisioni che non condivide o esce o viene cacciato – conclude –  e ultimamente prevale più la seconda strada che la prima”. Così conferma il sostegno a Tosi che si candida a sindaco di Verona ed offre il suo appoggio al presidente del Consiglio regionale della Lombardia Davide Boni («Non si dimette? È un’ottima notizia»), ribadendo che la Lega «rimane all’opposizione» perchè «i risultati finali del Governo Monti sono negativi».

Spazia sui temi nell’agenda politica, a partire dalla riforma del lavoro. «Si continua a parlare di aria fritta ma non mi sembra ci siano grosse novità all’orizzonte», spiega. «La riforma del lavoro l’avevo fatta io con la legge Biagi – prosegue – e non credo dalle premesse che ci saranno grossi risultati». L’ex ministro ribadisce il suo no all’introduzione della fidelity card al posto delle tessera del tifoso. Mentre rimane scettico su quella che definisce la «triplice alleanza fra Pdl, Pd e Udc». Affronta poi le questioni interne al Carroccio – dalle presunte irregolarità delle elezioni varesine dei delegati che dovranno andare a votare al congresso della Lega Lombarda, al “caso Tosi” che ha deciso di ricandidarsi a sindaco di Verona con una lista civica a suo nome. «Tosi ha tutte le possibilità di farcela – commenta Maroni – e noi dobbiamo metterlo nelle condizioni di vincere». Nel Carroccio «ci sono opinioni e valutazioni diverse ma adesso il tempo stringe e bisogna trovare una soluzione», anche perchè a Verona «Pdl, Fli e Udc hanno trovato un’intesa su un candidato comune». Infine un riferimento alle votazioni dei delegati leghisti di Varese, dove ci sarebbero tre schede irregolari sarebbero: «C’è una verifica in corso – spiega – in ogni caso non cambierà l’esito delle votazioni».

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