/

MARIO MONTI, QUASI UN NOVELLO GARIBALDI

di FABRIZIO DAL COL

Una corsa frenetica ad accaparrarsi la leadership della Nuova Europa. Ciò che sta accadendo dovrebbe sempre più preoccupare proprio l’Italia. Burocrati e  boiardi europei sono concentrati a parlare di crescita e salvataggi degli stati che conformano oggi l’Europa, questo perché il fine ultimo è la costituzione dell’Europa politica. Sarebbe illogico che un nuovo super stato europeo, meglio ascrivibile a stato sovranazionale unico, nascesse senza aver definito prima debiti e crediti dei vecchi stati nazionali. Le resistenze in campo di coloro i quali non intendono proseguire sul cammino delle rinunce alle sovranità popolari sono sempre più esposte al rischio di un attacco finanziario, questo perché impediscono la definizione delle problematiche legate ai singoli debiti. La Grecia è lo stato utilizzato per dimostrare che la strategia messa in campo potrà avere successo mettendo in difficoltà economiche i paesi del mediterraneo con una più bassa densità di popolazione. E non a caso avendo preso un’altra strada, l’Irlanda è scomparsa dai cosi detti piigs.

Di qui, la motivazione per le preoccupazioni sul ruolo dell’Italia che insieme a Francia e Germania è paese fondatore dell’Europa.  Sembra quasi stia accadendo ciò che accadde con l’unificazione Italiana, certamente in versione postmoderna, ma abbastanza simile. E’ risaputo che la storia la scrive chi vince, e come sappiamo oggi, dell’unificazione italiana non si è mai voluto accettarne i fatti, ovvero come, in che modo e perché avvenne. Dopo che erano state depredate le ricchezze dei vari regni, l’unificazione italiana è stata una vera e propria imposizione ai popoli che la abitavano, prova ne sono stati i plebisciti avvenuti nel 1861-1866, una truffa organizzata affinchè le popolazioni ne legittimassero la democraticità. Massimo D’Azeglio scrisse “Si è fatta l’Italia, ma non si sono fatti gli Italiani”, oggi si vuol fare l’Europa senza fare gli europei.

Il professor Monti  è fortemente  impegnato su questa strada, avendo egli stesso più volte sostenuto la necessità di rinuncia alle sovranità popolari, e rischia di recitare il ruolo di un novello Garibaldi. A chi giova tutto ciò?  Magari proprio ai mercati finanziari, che sono sempre più in difficoltà a controllare ogni singolo stato e meglio vedrebbero la possibilità di controllarne uno solo. Infine, se consideriamo gli Stati Uniti come potenza economica defilata dai fatti europei, commettiamo un errore. Gli Americani, infatti, continuano a sostenere la causa di una Europa forte, perché già sanno che sarà una Europa centralista, dirigista e statalista. Per loro una Europa di tal fatta sarebbe una certezza e una convenienza, utile a intercettare i mercati vergini dei Balcani  e del Sud del Mediterraneo.

 

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

L'ITALIA DEI POTERI, GRANDE ASSALTO ALLE BANCHE POPOLARI

Articolo successivo

TALIAN-VENETO, TESI ORIGINALE SU UN MANUALE LINGUISTICO