Maria Grazia Mora (Gn): Pfas, la vittoria delle donne, ma quante bonifiche avremmo potuto anticipare col residuo fiscale?

di Maria Grazia Mora – Il tribunale di Vicenza ha rinviato a giudizio 15 manager dell’azienda chimica Miteni ( già dichiarata fallita), accusata del più grande disastro ambientale mai avvenuto, avvelenamento delle acque e bancarotta fraudolenta. Il disastro ambientale e l’avvelenamento delle acque non hanno prescrizione.

Si tratta dell’inquinamento di una vastissima area su 3 province venete (VR- VI-PD).

La bonifica del territorio è lunga, chi doveva verificare periodicamente probabilmente non era proprio attento, è servito un monitoraggio commissionato dall’Europa per sollevare il coperchio su queste acque infiltrate ovunque, ma è stata la perseveranza delle mamme e dei comitati a voler andare avanti. Per il bene di tutti.

Inizialmente sottovalutate, a volte derise, non prese in considerazione, si sono chiamate mamme no pfas, e più di qualcuno inizialmente le ha bollate come le donne annoiate che per impegnare il tempo creavano casi inesistenti e avevano addirittura l’ardire di andare contro i colossi multimilionari della chimica. Chissà poi perché quando si parla di donne si associa la noia… si tratta in realtà di donne combattive, super impegnate che per salvaguardare il proprio territorio e la salute si mettono in gioco in prima persona.

Ma non hanno mai mollato, sapevano di essere nel giusto, avevano analisi del sangue dalla loro parte, avevano il terrore di essere state inconsapevoli causa dei valori sballati nel sangue dei figli , nutrendoli con le verdure a km zero, facendo loro bere acqua che veniva indicata come sana dalle autorità.

Ma quando si sa di essere nel giusto si va avanti a testa alta.

Quando ho incontrato Michela Zamboni, referente mamme no pfas, a una serata informativa a Verona, ha specificato chiaramente: “Io avrei preferito fare la mamma, occuparmi della mia vita, della mia famiglia, non dover correre in lungo e in largo per portare attenzione a un caso così enorme, ma pu2troppo mi ci sono trovata in mezzo”.

Ora il Tribunale di Vicenza ha fatto capire a tutti che i loro sforzi sono stati basilari.

Che tutto ciò sia di monito: mai girarsi dall’altra parte, mai delegare. Noi dal canto nostro terremo sempre alta l’attenzione e saremo sempre al vostro fianco.

Maria Grazia Mora

Grande Nord

 

NOTA

 

L’ambiente non è una moda, la tutela dell’ambiente è uno stile di vita. La politica non è buona politica se non parte dal territorio e non pone attenzione al territorio stesso.

I pfas sono una tragedia ambientale, un disastro ambientale che ha interessato una popolazione di 350.000 persone. Questo per dire che serve una visione di futuro e una visione di presente. Per il passato ci hanno già pensato altri. Serve vigilanza alta.

La vicenda coinvolge 350.000 persone nella mia regione, Veneto, 80 comuni, 700 Kmq, 95000 cittadini sottoposti a biomonitoraggio

Cosa sono i pfas?

I pfas ossia  perfluoro alchiliche (acidi molto forti) in forma liquida usati prevalentemente nell’industria abbigliamento e produzione prodotti idrorepellenti presenti nelle falde acquifere che poi sono arrivate alla popolazione. I pfas a catena lunga (8 molecole di carbonio) rimangono molti anni nell’ambiente.

Questa storia viene alla ribalta per la prima volta nel 2006.

  • 2006 progetto europeo Perforce ( università di Stoccolma) avvia un’indagine per esaminare i xfluorati nelle acque. Il risultato è che il Po è il fiume a livello europeo ad averne di più.
  • 2011 inizia uno studio sul rischio ambientale Po
  • 2013 si scopre così l’inquinamento della falda acquifera di Trissino (VI ) i Noe imputano la causa alla Miteni
  • 2014 si installano filtri a carboni attivi a carico dei cittadini, vengono tranquillizzati e continuano a bere l’acqua del sindaco
  • Agricoltori hanno i valori più elevati
  • 2015-2016 inizia il biomonitoraggio sui residenti, la concentrazione di PFAS è altissima, vengono esaminati 122 imprenditori agricoli. Erano due anni che c’erano i filtri, quindi non è servito, bisogna abbandonare l’acquedotto e i pozzi ( no alimentazione km zero…)
  • 2017 si iniziano a cercare sulla popolazione 12 tipi di Pfas ( su 400 in commercio):
  • nati dal 1951 al 2014: 85000 persone su 30 comuni.
  • Si inizia dai nati del 2002 : i valori Pfas sono da 10 a 70 volte maggiori
  • 2017 Regione Veneto dice che abbasserà i limiti pfas e potenzia i filtri messi nel 2013, ma non arrivano gli 80 milioni promessi. Rimpallo continuo Regione-Roma.

La Regione vuole abbassare i limiti, lo Stato centrale non registra nemmeno la questione.

  • 2017 inizia plasmaferesi volontaria, bloccata dall’allora ministro della Salute Lorenzin
  • 2018 si nomina un commissario per emergenza pfas Nicola Dall’Acqua
  • 2018 Miteni utilizza il Genx : pfas di nuova generazione. Informati da ministero Olandese che informa regione Veneto. Viene comminata una multa a Miteni
  • 2018 la Miteni dichiara fallimento. Chi paga la bonifica?

 

 

Situazione attuale:

  • Regione Veneto sta valutando come attuare la messa in sicurezza sito e la bonifica
  • Processo contro ex manager Miteni per  disastro innominato, inquinamento e bancarotta fraudolenta
  • Obiettivo oltre bonifica anche analisi del sangue
  • 2019 18/10/2019 Zaia chiede a Conte il commissariamento del sito Miteni per la bonifica e chiede il finanziamento
  • 14/04/2020 pieno covid: avaria di barriere idrauliche Miteni, è urgente partire con bonifica

Questo per dire che le risorse servono, ben venga il Recoveru fund, ma il nostro residuo fiscale?

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