Marchi direttore de L’Indipendenza. Lussana direttore de la Padania

di GIANLUCA MARCHI

Non amo per nulla parlare di me, ma oggi mi tocca. Se non altro perché amici e lettori de L’Indipendenza mi hanno chiesto se corrispondesse al vero che avessi lasciato la direzione di questo giornale online. In un primo momento sono rimasto basito, poi ho capito l’origine dell’interrogativo. In un servizio di Affaritaliani dedicato alle dimissioni di Stefania Piazzo dalla direzione de la Padania e alle candidature per la sua sostituzione, oggi era stato inserito anche il mio nome, accompagnandolo dalla notizia che avevo già lasciato la direzione de L’Indipendenza. Quest’ultima notizia  assolutamente non corrisponde al vero. Sulla eventuale candidatura a ritornare alla guida del quotidiano leghista, gli eventi di stasera si sono incaricati di dire che le cose stavano diversamente, visto che come nuovo direttore del quotidiano leghista è stata scelta Aurora Lussana, già da tempo alla guida di Telepadania. La decisione è stata presa dall’Editoriale Nord, editore de la Padania.

Nell’articolo in questione, circa le candidature, oltre al mio nome si facevano quelli di Max Parisi, di Gilberto Oneto (che probabilmente non ha saputo nulla di quanto è successo visto che è in vacanza per qualche giorno in Provenza ed è uomo che odia l’uso del telefono cellulare), di Aurora Lussana e di Roberto Brusadelli (il vicedirettore in carica che ha guidato la barca in queste ore un po’ convulse). La collega Lussana (alla quale vanno tutti i migliori auguri) resterà in contemporanea anche direttore di Telepadania, che prossimamente sarà interessata da un progetto di fusione con gli altri media e da una riorganizzazione che dovrebbe passare dalla creazione di un portale/contenitore per tutti gli strumenti di comunicazione di cui la Lega dispone. Tra l’altro nei prossimi mesi il quotidiano la Padania dovrebbe trasferirsi dalla carta all’online.

Per quanto mi riguarda, non escludo che qualcuno in via Bellerio abbia pensato, nelle prime ore successive alle dimissioni di Stefania Piazzo, ad un ritorno del sottoscritto, forse anche lo stesso segretario Maroni, sebbene incontri a tal fine non ve ne siano stati. Ma in conclusione, ed è quel che conta, la decisione è stata quella di una scelta interna. D’altra parte, rispondendo qualche settimana fa ad alcune sollecitazioni di nostri lettori, avevo escluso che potessi tornare semplicemente a guidare un quotidiano che ho creato come primo direttore e che nel tempo ha subito un declino dal quale ritengo sia assai imporbabile risollevarlo. Questo è quanto.

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