Malata Covid partorisce intubata, bimbo negativo

Ha dato alla luce suo figlio mentre e’ intubata in terapia intensiva per Covid-19. Il bimbo, nonostante sia prematuro, nato con un peso di poco piu’ di un chilo a 27 settimane, non sarebbe in pericolo di vita. Per la madre la battaglia contro il coronavirus e’ invece ancora in salita. La storia, di dramma ma anche di grande speranza per la nuova vita generata, arriva da Ferrara dove una donna di 35 anni lotta da circa un mese contro la sindrome causata dal Sars-Cov2. Il bimbo e’ nato negativo. Ha sei giorni ed e’ sotto stretta osservazione nella terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Cona, con prognosi riservata e sotto la costante attenzione del personale sanitario. E’ stato fatto nascere con parto cesareo appena si e’ potuto. Momenti delicati e ancora di grande apprensione che il papa’ del piccolo, marito della donna con cui ha altri due figli piccoli, ha raccontato in un’intervista al Resto del Carlino.

“I medici sono stati bravissimi – afferma – Hanno aspettato che il bimbo, prematuro, potesse nascere in sicurezza con il parto cesareo. In questo modo, mi dicono, mia moglie potra’ essere curata anche con terapie piu’ forti”. L’uomo ricostruisce lo scoppio del focolaio che ha riguardato tutta la famiglia, anche suocera e cognato, con tanto di odissea per i suoi due bimbi piccoli, positivi ma asintomatici, per i quali non c’era nessuno della famiglia che potesse occuparsene e che per questo sono stati ricoverati per un periodo in pediatria e poi, grazie agli assistenti sociali, sono stati portati in un Covid hotel. Qui li ha raggiunti l’uomo qualche giorno fa, poi insieme finalmente sono usciti e tornati a casa. Ora aspettano la mamma e il fratellino. Il cesareo alla donna e’ uno dei rarissimi interventi di questo tipo effettuati su paziente Covid in Italia. E’ stato reso possibile grazie al lavoro contemporaneo di tre equipe dell’Ospedale di Cona – ginecologia, anestesia-rianimazione, neonatologia – e dopo consulti con altri centri italiani che avevano affrontato casi simili. Il personale sanitario ora e’ concentrato nel tenere in vita la mamma, in condizioni critiche. Fuori ad aspettare lei e il piccolo c’e’ un uomo, impiegato nel settore della logistica di Bologna, stretto agli altri due bimbi, alle prese anche con problemi legati alla casa (venduta dai proprietari) e alla paga ridotta del congedo paternita’. Per fortuna intorno a questa famiglia si e’ stretta l’intera comunita’ del paese ferrarese di residenza: Comune, servizi sociali e azienda Ausl. “Devo ringraziare tutti – sottolinea l’uomo – Senza di loro non saprei come avremmo potuto affrontare questo periodo cosi’ terribile. Adesso i problemi continuano, ma sappiamo di non essere soli”.

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