Maestri di sci. Con lockdown sparisce giovane generazione. Montagna desertificata

Con il lockdown degli impianti di risalita rischia di sparire una ‘generazione’ di maestri di sci: “Oggi siamo in una condizione drammatica, ricevo ogni giorno mail, telefonate e messaggi di maestri alla disperazione” tra cui molti giovani; professionisti a cui, in vari casi, mancano letteralmente i soldi per “andare avanti”. Lo racconta Beppe Cuc, presidente del Collegio nazionale dei maestri di sci, con il pensiero e il timore rivolto soprattutto alle nuove leve della categoria, quei “giovani che hanno investito, che hanno creduto” in questa professione anche per restare in montagna e non andare altrove. Ebbene, avvisa, “se non riusciamo a provvedere a questo ragionamento di perdita totale” dei loro introiti, il risultato sara’ un “danno enorme perche’ li perdiamo: rischiamo di avere il loro abbandono dall’anno prossimo” e si sta parlando di una “categoria un po’ atipica e strana, ma fondamentale nelle stazioni di sciistiche perche’ fidelizza la clientela”. La mazzata e’ pesante: le perdite da mancata attivita’ su novembre, dicembre e gennaio per i maestri e delle scuole di sci erano del 50% e “visto che possiamo dire che la questione e’ chiusa per questo inverno”, la cifra ora sale a 170-180 milioni di mancati guadagni per 15.000 maestri 400 scuole, calcola Cuc.

Foto di Toby Christopher

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