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Madrid impone la bandiera spagnola. Gallifa la trasforma in un coriandolo

di JORDI FORNAS

Buona sera, sono il sindaco di Gallifa, un piccolo paese catalano a circa 40 Km da Barcellona che si è distinto qualche mese fa per via della battaglia sulla “sovranità fiscale” che abbiamo fatto dal momento in cui abbiamo pagato le tasse all’agenzia catalana invece di farlo a quella spagnola. Adesso, la signora “Delegada del Gobierno” spagnolo in Catalogna (Maria de los Llanos de Luna), massimo rappresentante della Spagna, ci ha richiesto il compimento della legge sulle bandiere del 1981, per la quale è di obbligo avere nei palazzi pubblici la bandiera spagnola.

L’incompimento di questa legge puó comportare gravi conseguenze penali, con possibile pena di incarcerazione per “ingiurie alla bandiera”.

Noi abbiamo adottato una via innovatrice e abbiamo trovato il modo per cui possiamo continuare a far sventolare le nostre bandiere, la catalana, la catalana stellata (simbolo dell’ independentismo) con stella bianca su fondo triagolare blu, e quella del comune con un gallo rosso su fondo giallo, senza incorrere nell’incompimento della legge.

La legge citata sopra dice che la bandiera spagnola non può essere minore (più piccola) a qualsiasi altra presente sull’edificio, ma non dice di quale misura debba essere nel caso di trovarsi sola. Allora, abbiamo levato le nostre bandiere che erano sulla torre e le abbiamo messe in piazza (fuori dall’edificio) e abbiamo appeso sul “luogo preferente e di onore” come dice la legge, una bandierina della misura che crediamo meriti quella che siamo obbligati a mostrare. Se non doveste riuscire a vederla chiaramente nella foto, sappiate che è proprio sotto il cartello di “casa de la vila” (casa del comune)*.

Stamattina, abbiamo ricevuto i mass media (radio, tv, giornali), catalani e spagnoli e abbiamo fatto conoscere loro la nostra soluzione, affinché altri sindaci che si trovino nella stessa situazione, procedano nello stesso senso.  D’altra parte, la settimana prossima rifaremo nuovamente la nostra azione di “sovranità fiscale”, che abbiamo già fatto nel trimestre scorso. Questa volta, sembra che ci saranno altri paesi che si aggiungeranno alla nostra iniziativa.

Tanti saluti!

*Cliccate e ingrandite la fotografia

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