Non c’è “Macroregione” che tenga se non ci si affranca da Roma

di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

I nostri (nostri si fa per dire) politici sono abituati alle grandi parolone, senza avere la pur minima idea di come realizzarle. Ultimo esempio è dato dal Sindaco Matteo Renzi ,che sta promettendo di tagliare, tutti insieme, stipendi, numero e pensioni dei parlamentari, spese superflue e quant’altro, ben sapendo che, se dovesse essere eletto troverà mille scuse per giustificare il fatto di non aver realizzato (perché sa bene che non farà niente) quanto promesso.

È  diventato di moda, presso i politici, fare la raccolta di tutti i desideri degli elettori, promettendo di esaudirli senza illustrare il come. Semplice: per accattivarsi il voto? Perfino Berlusconi si è accodato promettendo: “Se verrò eletto abolirò l’Imu!” (ritengo che, sotto sotto, pensi di abolirla cambiandole il nome). Adesso è salita sugli altari la parola “macroregione “, come splendido toccasana di tutti i mali. Vogliono dire, subito dopo aver pronunciato la magica parola, (ripetendola sino alla nausea avendo mal capito il concetto di “repetita juvant”) che cosa pensano di fare in maniera reale e non alla fiera dei sogni?

È  sempre la solita storia che ha avuto il suo più fulgido punto nell’idea dell’euro. Indubbiamente quella di fare un’Europa unita è stata una meravigliosa pensata, ma partire dalla creazione della moneta unica, punto che avrebbe dovuto essere di arrivo e non di partenza, è stata la più stupida delle cose che si potesse fare. E il disastro della realtà lo stiamo toccando con mano. Che cosa avrebbero dovuto fare gli sponsor dell’Europa unita? Cominciare (dico cominciare, passettino per passettino) a unificare leggi e procedure, come, ad esempio quelle sulla giustizia. E poi proseguire per mettere alla fine la ciliegina sulla torta: la moneta unica.

Veniamo alle Macroregione. Che cosa dovrebbero fare le Regioni del nord? Prima di tutto ricordarsi (o addirittura farsi raccontare di) un vecchio detto lombardo : “Var püssé un fa che cent femm e un andà che cent andèmm”. Perché da troppo tempo ci riempiono la testa di femm e andèmm. Cominciare, a poco a poco, a semplificare e unificare le leggi regionali e i relativi regolamenti. Già con questi passi si guadagnerebbe moltissimo, ci guadagnerebbero i cittadini, anche in termini economici. Successivamente puntare, insieme, ad ottenere alcuni vantaggi relativi a certe gestioni in modo da sganciarsi dal controllo interno di Roma. Si intende  che Roma avrebbe il diritto di controllo esterno cioè controllo di output da Regioni a Roma, privando totalmente Roma dal diritto di controllo di ciò che avviene all’interno delle regioni stesse.

Due passi, a mio avviso fondamentali, sarebbero:

1- Sganciarsi da Equitalia.

Equitalia si sta comportando, nei confronti dei settentrionali, da conquistatore mediterraneo (avanguardia forse di una conquista maomettana). La cosa non è sopportabile oltre certi limiti, ormai abbondantemente raggiunti. È necessario quindi battersi affinché le Regioni del nord diventino sostituto di imposta (come hanno cominciato a fare certi Comuni). Nessuno vuole negare il foraggio a Roma ladrona, nella quantità strozzinesca attuale,  ma che almeno questo foraggio venga prelevato secondo usi, costumi ed educazione a noi consoni.

2- Eliminazione delle discriminazioni razziali.

Si parla tanto di “razzismo del nord”, peraltro inesistente, ma che dire del “razzismo dei meridionali” sistematicamente attuato in tutti gli impieghi pubblici dove oltre il 70 % dei dipendenti è di origine meridionale. Il punto grave del problema è dato dal fatto che viene portato, nella gestione degli enti pubblici, il tipico, disastroso comportamento mediterraneo, opprimendo in tutti i modi mentalità, usi e costumi locali. E non mi si dica, a titolo giustificativo, che i nordici non partecipano ai concorsi, perché è stranota l’obiettività dei sistemi di valutazione, nonché di accoglienza.

Per compensare queste discrasie sarebbe equo che  almeno il 50% degli impiegati pubblici al nord fosse nativo locale. Diversamente è puro razzismo applicato, così come i nazisti hanno cominciato a fare escludendo di fatto gli ebrei dai posti di comando.

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