MACAO VIA DA TORRE GALFA. PISAPIA OFFRE L’ANSALDO

FONTE ORIGINALE: www.ansa.it  di Pierpaolo Lio

MILANO – L’esperienza del collettivo Macao alla Torre Galfa di Milano è durata 11 giorni. Ieri mattina, le forze dell’ordine hanno sgomberato il grattacielo occupato dai ‘lavoratori dell’arté e trasformato in un’esperienza che aveva galvanizzato centinaia di giovani. Gli stessi che per tutto il giorno hanno bloccato la via ai piedi dell’edificio e accolto tiepidamente il sindaco Giuliano Pisapia, arrivato per comunicare una possibile soluzione. La risposta è stata un timido applauso, qualche fischio e interventi di accusa alla Giunta. La Torre, di proprietà di Salvatore Ligresti, con i suoi 31 piani – vuoti e “lasciati in abbandono da anni” – che fanno quasi da contrappunto al nuovo Palazzo della Regione Lombardia, era stata occupata lo scorso 5 maggio dal collettivo Macao. Un’azione movimentata da laboratori creativi, incontri e feste, che aveva ricevuto le visite di esponenti del mondo della cultura (a partire dal Premio Nobel Dario Fo) e spaccato la maggioranza ‘arancione’ da quasi un anno alla guida di Palazzo Marino, tra favorevoli e contrari. Oggi, alla notizia dello sgombero (9 i denunciati per occupazione abusiva), mentre centinaia di giovani confluivano in via Galvani, Pisapia aveva ‘bocciato’ l’intervento degli agenti: “Ho sempre pensato che i temi di innovazione, cultura e sociali, non si risolvono e non si possono risolvere con gli sgomberi”. Quindi aveva convocato una riunione della Giunta per trovare una risposta alla situazione. Sei ore dopo, il primo cittadino, il cui aiuto era stato invocato nei giorni scorsi da Macao, si è presentato al presidio-assemblea. Ma che non sarebbe stata una passeggiata per lui, nonostante l’applauso che lo aveva accolto, si era capito dall’introduzione di uno dei militanti del collettivo: “Non è solo una questione di spazi, non è così semplice”. Così, alle parole di Pisapia, che ha proposto loro lo spazio dell’ex Ansaldo, hanno fatto eco un timido applauso e qualche fischio. “Da tre giorni giro Milano per mettere a disposizione di Macao e non solo uno spazio molto bello: l’ex Ansaldo”, ha annunciato, senza chiarire quale sarà la strada per spostare il collettivo, se un bando o l’assegnazione diretta, promettendo però che avverrà a breve, “fra poche settimane, anche prima”. Inoltre ha promesso un intervento di ‘moral suasion’ anche sulle proprietà private di spazi abbandonati “che resteranno privati”, ma su cui “la Giunta si impegna perché possano essere messi a disposizione finché restano vuoti”. Quindi l’auspicio di partecipare alla “prossima assemblea, magari all’ex Ansaldo”. Negli interventi successivi ci sono stati anche attacchi frontali: “Nessun bando avrebbe potuto generare questa esperienza”, oppure “Dite pure che non avete avuto il coraggio” di intervenire. Nelle parole dei giovani di Macao la Giunta è stata definita “spaccata” e “in imbarazzo”, mentre uno degli oratori ha scatenato un’ovazione chiedendo l’esproprio degli edifici vuoti “per il bene della collettività”. Alcuni consiglieri comunali di maggioranza hanno intanto chiesto all’amministrazione di “farsi carico” del bisogno di spazi e alla proprietà di “ritirare la querela” per evitare che la vicenda finisca in tribunale. Il presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo (Fds) si è fin da subito fiondato al presidio. Dall’opposizione di centrodestra sono piovute le accuse. L’ex vicesindaco Riccardo De Corato (Pdl) ha bollato come “indecenti” le parole di Pisapia e ha minacciato “un esposto-denuncia per istigazione a delinquere”, mentre il capogruppo Pdl a Palazzo Marino Carlo Masseroli ha denunciato la mancanza di “trasparenza ed equità” per la decisione di concedere a Macao uno spazio pubblico.

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