Ma Milano e la Lombardia invocano ancora più rigore

Si va forse verso una ulteriore stretta? Fatto sta che il governatore e il sindaco di Milano pensano ad un nuovo giro di vite. “Oggi abbiamo avuto una riunione operativa con il team di Bertolaso e con i nostri tecnici e gli assessori per approfondire il discorso ospedale: sono stati costituiti gruppi specifici, ognuno si occupa di una diversa questione”. Lo spiega Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, in un punto stampa. “Credo si sia data una notevole accelerazione al tutto, io continuo a essere ottimista. Stiamo aspettando gli ultimi discorsi sul reperimento dei respiratori, speriamo in bene, io sono fiducioso” dice il governatore.

Per quanto riguarda i contagi da coronavirus in Lombardia, “ho proiezioni che si discostano poco rispetto a ieri, sono in leggera crescita rispetto a quelli di ieri. Il cambiamento di rotta ci sarà quando inizieranno a mostrare la loro efficacia le misure che sono state applicate. Secondo me dovrebbero iniziare a sentirsi dei cambiamenti da giovedì, lasciamo passare una settimana e due giorni dall’ultima stretta”.

Ma ecco la nota dolente.

“I comportamenti sono cambiati ma non ancora in modo sufficiente. Non si può mollare l’attenzione né tornare a una vita normale, dobbiamo essere sempre più rigorosi, la rigorosità va implementata, non bisogna fare i furbi andando a fare la passeggiata senza motivo”. Ed “è giusto quello che dice il sindaco Sala. Milano ha bisogno di ancora più rigore: le dimensioni e tante persone in una zona piccola rischiano di portare a conseguenze gravi, anche io mi associo al sindaco”.

Fontana poi ha ringraziato in particolare gli imprenditori, tra cui l’ex premier Silvio Berlusconi, che ha donato 10 milioni. Il primo ringraziamento va anche alla Croce Rossa, che ha donato 40 respiratori: “Ci consentono di andare avanti, ieri iniziavamo a essere vicini alla fine dei letti di rianimazione, abbiamo fatto una serie di chiamate con il presidente e questa mattina sono arrivati”.

I ringraziamenti vanno agli imprenditori “che si sono mossi nelle ultime ore”: oltre a Berlusconi, Giuseppe Caprotti, la fondazione Invernizzi, la fondazione Veronesi, Allianz e Sapio, “con interventi diretti. Una dimostrazione di grande solidarietà che ci fa sentire più vicini ai cittadini. Ce ne sono altri di cittadini meno famosi, che non hanno la possibilità di fare versamenti milionari ma che nel loro piccolo donano e danno qualcosa: abbiamo avuto offerte da 5 euro a 10 milioni”.

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