Ma la corda tirata del Nord si rompe o no?

di MARCELLO RICCImuro referendum

Il diritto dei popoli di decidere del proprio destino è sacrosanti. La costituzione, non scritta dal popolo, ma da alcuni delegati espressione di democrazia liquida, in un periodo storico molto particolare, non può essere una gabbia come quella dell’Isis dove un essere umano è stato arso vivo. Il paragone è senza dubbio forte, ma resta l’unico possibile per la negazione di ascoltare la voce dei lombardo-veneti che chiedono un referendum popolare per esprimersi. La storia insegna che popoli si uniscono e si dividono, come avviene per le famiglie per cui la solubilità dell’unione è sancita. In democrazia con lo strumento referendario può essere verificata la volontà popolare e democrazia obbliga a accettare il volere della maggioranza. Già siamo all’assurdo che non siano i cittadini , ma delegati a decidere del loro destino. Forma di potere medievale , una sorta di ” jus primae noctis “, una forma di violenza anacronistica con i tempi, il diritto e la libertà per cui si è lottato. I codici, le leggi, i costumi…tutto è oggetto di revisione e cambiamenti, tutto meno la costituzione e molte scelte vitali per un popolo come la materia tributaria è sottratta alla possibilità si sottoporla al giudizio popolare. Taci e paga somaro lombardo!

Quale punto di rottura?
Questa la sintesi estrema e reale di una situazione cronicizzata e è questo che giustifica il paragone con l’odioso gesto dell’Isis che arde vivi gli esseri umani. I popoli in cammino non possono essere fermati da bandiere, inni, prefetti e presidenti…. Primo o poi , si spera prima la rivolta si manifesta e solo ottusi e miopi possono sperare di fermarla con una “carta” superata dai tempi. Si depenalizzano reati comuni come furto, omicidio colposo…in tutto 112 eufemisticamente etichettati minori, mentre si finisce condannati per vilipendio al tricolore o per altre manifestazioni di rifiuto ad un’appartenenza non sentita. La corda troppo tirata si spezza. Qual è il punto di rottura?

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2 Comments

  1. Anch’io credevo esistesse un punto di rottura, invece devo ricredermi. Il nord se si vede al fallimento si suicida ma non protesta, vende i buoni postali di nonna ma fa la fila a pagare il canone rai, svende la casa dei vecchi ma resta in fila ogni 16 del mese, paga bollette e debiti fino allo sfinimento ma non si sogna di rovesciare il tavolo, forse crede di avere ancora troppo da perdere.
    Non è vero che la corda si rompe, si sfilaccia piano piano, dando l’illusione di una tenuta. Il che è peggio.

  2. Dipende da che corda si adopera.
    Credo che l’italia abbia una buona corda ed e’ difficile sa rompere. Tira e tira fin che vuoi ma lei resiste. Sembra voglia dirci che e’ UNA e INDIVISIBILE..!
    Bisogna lavorare su altre “corde”.
    Per esempio raccontare a tutti la verita’ di come nacque ed e’ vissuta, fino ad oggi, la cosiddetta patria di nome e cognome italia.
    Bisognerebbe cominciare a BRUCIARE QUALCHE LIBRO. VA BEN, METTENDONE VIA UNO PER I POSTERI.
    Bisognerebbe offenderci quando ci trattano da mone o da ignoranti. Da ubriaconi meno perche’ non e’ un’offesa. Sarebbe come dare dei mafiosi a tutti i siciliani. Poi dipende da come uno lo dice. Alla Toscani e’ solo per provocare ed io lo spero che adesso i serenissimi veneti reagiscano e comincino a voler l’INDIPENDENZA DAVVERO dato che sono MALVISTI dai loro fratelli d’italia..! Del resto, per il lavoro e il versare nelle casse di stato, non si puo’ lamentare nessuno..!
    .
    Tuttavia, se siamo ignoranti e’ colpa di chi ci ha voluto cosi’ tanto ignoranti.
    Dalla geografia alla storia e alla letteratura ce ne ficcarono in testa, di cazzate..?
    Visto che siamo tutti fratelli d’italia siamo tutti e piemontesi, e palermitani, e romani, e napoletani, e veneti, e toscani e ecc.. Basta essere cittadini italiani per prendere la nazionalita’ che si vuole qua in italia.
    I siciliani che vivono nella regione italiana veneto lo dicono che sono veneti. Non c’e’ problema, e’ lo0gico no?
    Pero’ Toscani non dira’ mai che i siciliani sono mafiosi. Nemmeno dei napoletani e calabresi dira’ che sono camorristi o ndranghetisti e ecc..
    Lui sa che gli costerebbe molto. Ecco, la’ la corda si romperebbe subito..!
    .
    Dalle nostre bande, da bravi alpini, siamo stracolmi di pazienza.
    El brutto della faccenda l’e’ che se aspettiamo troppo per tagliare la corda, non romperla, poi e’ troppo tardi..! Siamo gia’ in ritardi di decadi di anni…
    Aspetta, forse c’e’ un modo per rompere la corda una e indivisibile: tirare tutti insieme..!
    Ah, gia’. Con il lavaggio che abbiamo ricevuto in testa mica facile far si che tutti si tiri allo stesso momento.
    Non ci rimane che PREGARE e forse qualche Santo ci dara’ una mano..!
    Salam

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