Ma i poveri crescono di più al Nord, lo ammette anche Leu

“I dati Istat sulla povertà sono drammatici, un pugno allo stomaco. Dopo il miglioramento del 2019 i dati 2020, oltre due milioni di famiglie e 5,6 milioni di italiani in povertà assoluta, ci dicono che siamo di fronte ad una pandemia sociale senza precedenti che va assolutamente fermata. Il Covid ha acuito il problema della povertà non solo al Sud ma anche al Nord, dove si registra la crescita più ampia. Secondo l’Istat Reddito di cittadinanza, reddito di emergenza e cassa integrazione hanno limitato l’intensità della povertà e questa è la migliore risposta a quanti criticano queste misure. Queste misure hanno rappresentato una fondamentale protezione sociale per milioni di cittadini, garantendo stabilità sociale. Il problema non è il Reddito di Cittadinanza ma la mancanza di lavoro. E’ assolutamente necessario rafforzare la rete di protezione sociale e di welfare universale, perché ogni altra misura economica porterà ad una inaccettabile guerra sociale”. Lo afferma il capogruppo di LeU a Montecitorio Federico Fornaro.

Nel 2020, secondo le stime definitive, sono oltre due milioni le famiglie in povertà assoluta (con un’incidenza pari al 7,7%), per un totale di oltre 5,6 milioni di individui (9,4%), in significativo aumento rispetto al 2019 quando l’incidenza era pari, rispettivamente, al 6,4% e al 7,7%. Lo rileva l’Istat nel rapporto sulla povertà 2020, diffuso oggi. Il valore dell’intensità della povertà assoluta – che misura in termini percentuali quanto la spesa mensile delle famiglie povere è in media al di sotto della linea di povertà (cioè “quanto poveri sono i poveri”) – registra una riduzione (dal 20,3% al 18,7%) in tutte le ripartizioni geografiche. Tale dinamica è frutto anche delle misure messe in campo a sostegno dei cittadini (reddito di cittadinanza, reddito di emergenza, estensione della Cassa integrazione guadagni, ecc.) che hanno consentito alle famiglie in difficoltà economica – sia quelle scivolate sotto la soglia di povertà nel 2020, sia quelle che erano già povere – di mantenere una spesa per consumi non molto distante dalla soglia di povertà. Nel 2020, l’incidenza delle famiglie in povertà assoluta si conferma più alta nel Mezzogiorno (9,4%, da 8,6%), ma la crescita più ampia si registra nel Nord dove la povertà familiare sale al 7,6% dal 5,8% del 2019. Tale dinamica fa sì che, se nel 2019 le famiglie povere del nostro Paese erano distribuite quasi in egual misura al Nord (43,4%) e nel Mezzogiorno (42,2%), nel 2020 arrivano al 47% al Nord contro il 38,6% del Mezzogiorno, con una differenza in valore assoluto di 167mila famiglie.

 

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