M5S: un economista premier nella rosa da dare al Quirinale

FONTE ORIGINALE: www.lastampa.it  di Andrea Malaguti

Che faccia ha un grillino candidato premier? Martedì, vigilia delle consultazioni al Quirinale, i cittadini-parlamentari Cinque Stelle sono murati a Montecitorio nella sala della Regina. Discutono di qualunque cosa. Collaboratori, staminali, incontro del giorno dopo con l’ambasciatore Usa David Thorne, senatori che hanno sbagliato – i famosi franchi tiratori che hanno votato Grasso al Senato – uomini e donne da perdonare e ai quali restituire la fiducia del gruppo per alzata di mano. Una sorta di enciclopedia dello scibile umano che lascia fuori solo un piccolo dettaglio. Che cosa succede se il Presidente Napolitano stamattina domanda a Beppe Grillo: ma lei, chi indicherebbe come presidente del consiglio per il suo MoVimento? E’ il tema tabù. Quello che nessuno affronta apertamente, quello di cui tutti discutono sulle poltroncine rosse del Transatlantico. Roberto Fico, l’unico che si espone, dice: «Non c’è nessuno». Nemmeno Grillo? «Beppe direbbe di no». Eppure, cercando altrove, l’identikit emerge. Forse anche un nome. Un economista. Uno di quelli vicini al papa ligure. Di quelli che teorizzano la decrescita felice. Di quelli che non amano l’euro. Uno di quelli che partecipano al blog. Uno come Alberto Bagnai, professore di politica economica all’Università Gabriele D’Annunzio di Pescara, esperto di debito pubblico. Ha dato la sua disponibilità. Grillo e Casaleggio hanno apprezzato. La sua frase culto è: «E’ noto che l’euro sarebbe stato un esperimento fallimentare, proprio perché mancava alla sua base di un’unità politica e in particolare di un’unità nel campo della politica fiscale». Non è il solo nella rosa. Altro giro altra storia.

Che faccia ha un grillino assunto come consulente per la comunicazione e poi sfiduciato dopo meno di ventiquattro ore? E’ l’altra vicenda di giornata. Un piccolo romanzo che si potrebbe intitolare: ascesa e caduta di uno spin doctor. Daniele Martinelli, consulente per la comunicazione del MoVimento, non parla più. Si è offeso. Sostiene che i giornali lo hanno trattato come un Capezzone qualsiasi. Come un addetto stampa. Lo dice come se fosse un insulto. Con la tristezza un po’ risentita degli uomini che rischiano di perdere la grande passione della loro vita. «Non dirò nulla a nessuno» promette su Facebook. Chissà se gli hanno raccontato che a Montecitorio, proprio lì, dove dovrebbe lavorare – cuscinetto tra Grillo e il suo popolo, perché è questo l’incarico – giurano che i suoi servigi non sono necessari. Che lo metteranno da parte. «Al massimo potrà fare dei video». Epurato prima di partire? Magari è colpa di qualche dichiarazione un filo curiosa. Come quella rilasciata a SkyTg24: «L’euro è stata una mossa massonica di un gruppo di banchieri che ha deciso per tutti. Il messaggio è che vogliamo dare agli italiani la facoltà di decidere del loro destino». I cittadini-parlamentari non l’hanno presa bene. «L’hanno assunto per esternare o per farci da consulente? Ci manca solo di vederlo dalla D’Urso». Martinelli, piccato, prima di sottrarsi alle attenzioni soffocanti dei media, precisa che fino a ieri esprimeva «opinioni personali». Non basta. Lo sa anche lui. Che a sera confida amaro: «Chissà se mi chiameranno più».

Anche Claudio Messora, conosciuto in rete come Byoblu, chiarisce che non parlerà con i media. Perché? «Perché è in azione una vera e propria macchina del fango. Un esercito di spalamerda che sta lavorando a pieno regime», denuncia con un certo stile sul suo blog. Sostiene di essere stato sovrainterpretato. Che il suo pensiero è stato distorto e che lui non ha mai alluso alla possibile formazione di un governo Pd-M5S. Chi ascoltava ha capito male. Il suo ruolo al Senato però non è in dubbio perché Byoblu vive come Casaleggio, pensa come Casaleggio, sogna come Casaleggio.

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