/

L’Ucraina per la propaganda di guerra. I buoni con le svastiche

di GIOVANNI POLLIrai ucraina
E così, dieci mesi dopo lo scoppio del conflitto nel Donbass, i territori etnicamente russi dell’Est dello Stato Ucraino, l’opinione pubblica occidentale, in particolare quella italiana, inizia ad accorgersi che in Europa c’è in atto una guerra feroce. Una guerra assolutamente nascosta dai media, che della criminale rappresaglia del governo di Kiev condotta per mesi e mesi con pesantissimi bombardamenti a tappeto di aria e di terra sulle strutture civili in nome della “lotta al terrorismo”, con decine di migliaia di vittime e in milione di sfollati, non raccontano assolutamente nulla al di là delle accuse pretestuose rivolte dagli Stati Uniti alla Russia.

Sul filo del rasoio

 

E così anche l’opinione pubblica continua a non conoscere nulla di questa crisi militare, di sui si è iniziato a parlare un po’ di più da quanto il Nobel per la Pace Barack Obama ha proposto di armare le truppe del governo golpista ucraino, dal momento che stanno perdendo posizioni su posizioni, incalzate dalla strenua resistenza della milizia popolare del Donbass.
In questo scontro gepolitico sul filo del rasoio di una terza guerra mondiale, gli Usa avevano un anno fa “tentato il colpo” di portare le truppe Nato, grazie al governo golpista nato da “euromaidan”, letteralmente fino alle porte della Russia. Naturalmente, in una sorta di riedizione della favola di Fedro del Lupo e dell’Agnello, dando tutta la colpa al presidente russo Vladimir Putin, poi accusato – ma prove concrete nessuno le ha mai fornite – di sostenere militarmente l’esercito dello Stato della Novorossia, proclamato il 27 aprile dello scorso anno dopo un referendum popolare nel Donbass.

Le veline di Washington
La propaganda occidentale, naturalmente, nello spiegare poco e male gli avvenimenti, non ha fatto altro che ripetere pedissequamente le veline di Washington. Con esiti talvolta paradossali. A combattere a fianco di Kiev, come già durante il golpe sovvenzionato da Washington che un anno fa, il 22 febbraio 2014, destituì il presidente regolarmente eletto nel 2010, Viktor Yanukovic, sono schierate e attive forze politico-militari dichiaratamente neonaziste. Era giá capitato che la Rai mandasse in onda immagini con le milizie ucraine con sull’elmetto le svastiche, senza che nessuno se ne fosse nemmeno accorto. Pochi giorni fa, la “svista” si è ripetuta. Rainews24, che sino ad oggi si è distinta per una disinformatia particolarmente pesante sugli avvenimenti in corso, ha mandato in onda a fianco dell’inviata a Kiev nientemeno che immagini fornite, con tanto di logo delle SS in sovraimpressione, dal battaglione Azov, l’efferato autore di stragi di civili di cui l’informazione ufficiale ha sempre taciuto se non per attribuirle ai “ribelli filorussi”. E quindi, a Putin.

Le immagini di RaiNews24
Questo, tra l’altro, nelle stesse identiche ore in cui, al Senato italiano, passava una proposta di legge per istituire il reato di opinione di “negazionismo”. Di questo increscioso episodio si è almeno accorto il vignettista Vauro: “L’ineffabile inviata di Rai news 24 Lucia Goracci – ha scritto sulla sua pagina Facebook – ci aggiornava ieri sulla situazione ucraina da Kramatorsk. Vicino all’inquadratura della nostra Lucia con microfono a gelato di ordinanza in mano scorrevano, in un riquadro più grande, immagini di militari in azione. Immagini filmate e firmate, con tanto di emblema fisso,in risalto su l’angolo in alto dell’inquadratura, dal famigerato battaglione Azov della Guardia Nazionale Ucraina. Lo scudo con il simbolo delle ss incrociate a mo’ di svastica sul sole nero nazista. Lo stesso simbolo (detto dente di lupo) della divisione SS Das Reich nella seconda guerra mondiale alla quale l’Azov si ispira.

Il silenzio della redazione

Non un commento, non un cenno, da parte della giornalista o della redazione di Rai news sulla provenienza del video, né tantomeno su cosa il battaglione Azov sia”, ha denunciato il vignettista. Nei mesi scorsi, soltanto Giulietto Chiesa, con la sua Pandora Tv, ha svolto un’efficace campagna di controinformazione circa la guerra in corso. Finendo, tra l’altro e per questo motivo, agli arresti il 15 dicembre nella “democratica ed europeista” Estonia, per impedirgli di partecipare ad una conferenza sul ruolo della Russia in Europa.
Così, mentre le milizie paranaziste ucraine hanno già dichiarato di non voler rispettare la tregua stabilita a Minsk, l’opinione pubblica occidentale è ancora tenuta all’oscuro degli avvenimenti. Non un documentario, non un approfondimento, non un dibattito, non un talk show. Due “Nobel per la Pace”, Obama e la Ue, hanno già deciso chi siano i buoni e chi i cattivi, e se dovrà essere guerra, meglio che gli occidentali sappiano il meno possibile. Basterebbe già questo, oltre alle immagini dei “buoni” con le svastiche, per far suonare i campanelli d’allarme anche tra gli osservatori più distratti.

 

Print Friendly, PDF & Email

2 Comments

  1. Anche Boris Nemtsov è stato freddato dai “nazi-fascisti” ucraini o direttamente dagli agenti della CIA americani come sostengono i media di regime controllati completamente dal Cremlino ??? No, scusami, l’altra pista è quella del terrorismo islamico……perché Boris aveva giurato lotta eterna all’Isis e non al nuovo dittatore autocrate che siede sul Cremlino, vero ???

    L’unica contro-informazione qui la fa il tuo amico che siede sul Cremlino e che ha aggredito un altro Stato con i suoi mercenari molto ben pagati e armati ceceni e delle altre regioni della Federazione Russa………complimenti a chi plaude al nuovo DUCE di MOSCA tanto caro alla nuova destra ultra-nazionalista europea e italiana (e qui includo anche Salvini nella sua nuova veste “nera” visto a Roma tra saluti romani, simboli fascisti e bandiere russe inneggianti a Putin, appunto ) !!!

    JE SUIS BORIS NEMTSOV

Rispondi a Dan Annulla risposta

Your email address will not be published.

Articolo precedente

Autonomia Lombardia, sai a Roma quanto spaventano i referendum del Nord

Articolo successivo

Flop storici. Quando dal 2007 la Lombardia aprì trattative con Roma per l'autonomia. Ma dal 2008 non governava anche Maroni?