LOTTIERI: PADRONI A CASA NOSTRA VOTANDO SEMPRE E SU TUTTO

di REDAZIONE

Ecco una sintesi del prof. Carlo Lottieri in apertura della prima convention de L’Indipendenza in corso a Jesolo e che si conclude oggi pomeriggio.

Ciò che in questa adunanza si tenta di realizzare è una sorta di paradosso, cioè unire i separatisti. Tuttavia è un paradosso apparente, perché le persone che rivendicano la propria indipendenza sono accomunate dalla stessa passione per la libertà. A mio parere è’ importante trovarsi anche fisicamente, conoscersi, scambiarsi esperienze, perché le idee camminano attraverso le persone. E occasioni come questa favoriscono lo sviluppo dei rapporti.

La nostra è una battaglia per il diritto. Ma oggi è anche qualcosa di più, non è più solo una questione di ideali, è una battaglia per la sopravvivenza. Siamo in una fase storica che ci costringe a rivendicare la nostra libertà. Il Paese non è certo riformabile da Roma, di conseguenza va cambiato partendo dalle nostre comunità. Poi c’è la questione dell’euro, con il suo fallimento, che è anche il fallimento dell’Europa. Oggi, dunque, è più che mai  importante, per arrivare a vivere in ordinamenti più giusti, di trovarsi e discutere. Personalmente ho contribuito a creare l’associazione culturale “Diritto di voto” che ha lo scopo di estendere il più possibile il voto, cioè la partecipazione dei cittadini. Il voto non può essere usato solo per le elezioni politiche, per indicare solo quello che deve essere il nostro “signore”, ma per tutte le altre scelte fondamentali delle comunità, dalla tassazione ai confini, che in particolare dovrebbero essere definiti sulla base della volontà della gente. Si veda cosa succede per molti Cantoni svizzeri i cui confini sono soggetti a mutamenti continui. La nostra è prima di tutto una battaglia culturale. Non sto dicendo che la questione politica non sia importante, però è chiaro che se certe idee non sono divulgate e condivise, le prospettive sono nulle.

L’unica indicazione che mi sento di dare è questa: io credo che bisogna essere rigorosi sul piano delle idee e degli obiettivi (negli ultimi vent’anni c’è stata solo confusione), dobbiamo essere liberi di rivendicare il diritto di decidere il nostro futuro. Detto che una certa logica democristiana va messa da parte, bisogna essere anche molto civili nei rapporti interpersonali, i nostri avversari politici non sono criminali (salvo qualche eccezione). Massimo rispetto verso tutte le popolazioni, ognuno ha diritto di essere padrone a casa sua.

Io sono per la disgregazione di questo Paese, per la sua polverizzazione, per il ritorno ai comuni. Tutti i separatisti hanno il proprio progetto e il proprio sogno, il che è legittimo, ma la cosa più importante è che dobbiamo perseguire il pieno diritto di decidere come stare e con chi vogliamo stare. Rivendicare il proprio diritto alla libertà attraverso il voto e lasciare che nel tempo sia la volontà delle persone a definire gli assetti. La libertà è un’evoluzione continua anche dello stare insieme.

 

 

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