Longobardi, si rievoca la storia a Monticello Brianza (Lc)

di REDAZIONE

Un fine settimana all’insegna del Medioevo a Monticello Brianza (Lc), protagonisti assoluti i Longobardi. La storia e i segreti di questa popolazione “barbarica”, che conquistò l’Italia nel VI secolo e vi regnò per duecento anni lasciando una traccia indelebile nella nostra storia, saranno svelati con una grande mostra archeologico-didattica, un campo storico, attività ludico-rievocative e didattiche, eventi spettacolari e una conferenza di approfondimento.

I Longobardi. Alle radici della nostra storia” – questo il titolo della manifestazione storico-rievocativa – si terrà il 12 e il 13 aprile a Villa Greppi dalle 10 del mattino alla sera. Mentre nelle sale del Granaio una grande mostra esporrà riproduzioni di armi, gioielli, oggetti d’uso dell’epoca longobarda (VI-VIII sec. d.C.), negli spazi antistanti sarà allestito dalle ore 10 un campo storico con scene di vita quotidiana e artigianato per immergersi nell’atmosfera dell’epoca.

I LONGOBARDI. ALLE RADICI DELLA NOSTRA STORIA

Manifestazione storico-rievocativa sull’Età Longobarda

Monticello Brianza (Lc), 12-13 aprile 2014

Villa Greppi, via Monte Grappa 21

LA LOCANDINA

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30 Comments

  1. Ottime queste manifestazioni storiche. Anche qui nel Veneto e Triveneto i Longobardi hanno lasciato numerose traccie, inoltre hanno lasciato pure il loro DNA, dato che poi la loro popolazione si è amalmagata con quella locale.
    Altro che sangue latino.

    • non c’è traccia di sangue germanico in valpadana, tranne i cimbri del veronese.Al nordest c’è sangue paleoveneto, semmai,al nordovest quello ligure. Il resto sono fantasie.

      • Ma cosa dici???? Il sangue germanico c é eccome!!! Guarda che la lingua non centra nulla col dna…ci sono moltissime ricerche che dimostrano che la val padana é stata germanizzata. In internet e nei libri specializzati ne trovi quante ne vuoi. É ora di smetterla col mito Dell italia latina o del nord solo celtico. La verità é che noi siamo celto-germanici. Chi dice il contrario o ignora l argomento oppure é in mala fede

      • Ci sono centinaia per non dire migliaia parole di origine germanica presenti nelle parlate che stai citando. Questo al netto della depurazione in epoca neo-classica… C’è traccia eccome…. (e se parli di DNA le analisi genetiche confermano che invece il tratto germanico c’è eccome)

        • In più consiglio di leggere il libro del signor Baggiani sulla toscana. Un libro che ho raccomandato a tante persone interessate all’argomento.Io personalmente sono stufo dei fratelli d’itttaglia che combattono queste crociate contro la storia. Condivido una frase che mi scrisse proprio il signor baggiani: in questo paese é inquietante che verità storiche come quella della forte presenza germanica in val padana e toscana siano celate dal silenzio inquisitore del mondo accademico e “culturale”

        • infatti sto parlando di DNA, non della lingua. Io ho letto che tutti i genetisti italiani(es. Cavalli Sforza) ed esteri dicono che Italia e Finlandia sono due isole genetiche distinte dal resto d’Europa.Non so che testi avete letto, se volete illuminarmi ne sarò lieto.

          • Allora cavalli sforza ha fatto un ottimo lavoro con strumenti attualmente superati. Questo non vuol dire tuttavia che le sue tesi siano da scartare anzi. Lui sostiene che la base etnica (base non vuol dire totalità) del nord sia rimasta quella Dell età del bronzo cioè celtica (e fin qui siamo d’accordo): liguri e Venetici erano di origini celtiche. Lo studio delle isole genetiche é stato subito smentito da un altra ricerca che afferma che tra le popolazioni italiane in alcuni casi c é una distanza genetica superiore di 30 volte rispetto a quella tra spagna e Ungheria! Il prof ferri ha dimostrato la somiglianza genetica tra popolazioni austriache e appenniniche. Se ti prendi la briga di cercare anche in internet le mappe genetiche (recenti) sugli aplogruppi i1, r1a-z284, i2-m223, r1b-l238 potrai constatare l’impronta germanica (presente anche a Benevento e Palermo). Se vuoi va vedere le mappe sui caratteri fenotipici nordici dei razzisti del 19 e 20 sec. Libri sull argomento sono: i longobardi in Italia della vaccaro, le radici prime Dell Europa, storia dell’Italia medioevale di cammarosano, le radici degli italiani di possenti. In più tra qualche mese uscirà una nuova ricerca basata sugli snp che tratterà proprio questo argomento. Se sei del nord ti consiglio di aprire la tua mente e di uscire dal matrix-culturale italiota, se sei del sud allora capisco perché non vuoi che si parli del nord germanizzato

          • E io invece ti dico che in una rivista ho proprio letto che in base alla percentuale molto alta di parti gemellari, rispetto al resto d’italia, i Veneti hanno proprio un dna tipico di popolazioni nordiche, non tanto germaniche ma piuttosto olandesi, danesi e poi molti utensili usati dagli antichi Veneti sono stati trovati nelle steppe ungheresi tali e quali. Di italiano noi abbiamo solo la lingua. Poi ti devo dire che i paleoveneti erano quelli che abitavano già qui prima dell’immigrazione dei Veneti veri e propri, che non erano di stirpe germanica ma provenivano dal centro europa, dalla Pannonia (Ungheria), anche dai paesi bassi e dall’illiria pure dalle regioni turche. I veneti, o Heneti o Vendi abitavano in vaste regioni del centro europa, comunque io escludo il dna germanico ( barbari e longobardi a parte, molto più tardi). Come è pur vero che gli antichi Veneti non hanno nulla di celtico. I celti erano in Irlanda, Francia, Svizzera e Gallia cisalpina, ossia Piemonte e ad alta lombardia ma non in Veneto.

            • Ma cosa dice? A parte la presenza del Vaso Campaniforme, protoceltico, in Veneto, a parte l’influenza halstattiana sul Veneto antico, a parte l’influenza lateniana anche nel Veneto interno, i Cenomani dove li mettiamo? I Cenomani erano una popolazione celtica (anzi, i più conservatori tra i Celti) e si stanziarono nel Veronese (oltre che nel Bresciano). Nel Bellunese si ebbe anche una forte presenza celtica. La Gallia Cisalpina comprendeva anche il Veneto. Tutte le popolazioni della Padania (e del Piceno) furono fortemente celtizzate. I Celti in senso proprio si stanziarono in parte del Piemonte (il sud era ligure), gran parte della Lombardia (l’alta Lombardia era retico/camuna), Friuli, Emilia, Romagna, ed anche nel Veronese e Bellunese.

            • Ma cosa dice? A parte la presenza del Vaso Campaniforme, protoceltico, in Veneto, a parte l’influenza halstattiana sul Veneto antico, a parte l’influenza lateniana anche nel Veneto interno, i Cenomani dove li mettiamo? I Cenomani erano una popolazione celtica (anzi, i più conservatori tra i Celti) e si stanziarono nel Veronese (oltre che nel Bresciano). Nel Bellunese si ebbe anche una forte presenza celtica. La Gallia Cisalpina comprendeva anche il Veneto. Tutte la popolazioni della Padania (e del Piceno) furono fortemente celtizzate. I Celti in senso proprio si stanziarono in parte del Piemonte (il sud era ligure), gran parte della Lombardia (l’alta Lombardia era retico/camuna), Friuli, Emilia, Romagna, ed anche nel Veronese e Bellunese

            • Concordo con te su tutto tranne sulla celticità dei veneti. É verissimo che i veneti culturalmente non erano galli cisalpini ma dagli aplogruppi r1 emerge che la parentela genetica tra celti e veneti é innegabile

            • Hai fatto un po’ di confusione, i veneti di oggi come i friulani, i trentini, i carinziani, siamo tutti discendenti dagli slavi. E poi cosa ci frega di essere tedeschi, o austriaci, o italiani, a noi basta essere liberi ed indipendenti da “roma” e avere la possibilità di autogovernarci e di non essere governati dalla mafia.

          • Che noia, ma come è possibile negare ancora la presenza di Longobardi, Goti o, prima ancora, Celti lateniani? Se in Padania ci sono stati, e questo è indubbio, per definizione hanno lasciato un’eredità genetica. Chi lo nega è semplicemente un folle!

            Altra cosa è quantificare tale eredità. Per quanto riguarda i popoli germanici, tra Goti e Longobardi si può forse parlare del 10-15% della popolazione, concentrata soprattutto al centro-nord (ed attorno a Benevento), per cui indubbiamente il contributo genetico non è maggioritario, ma c’è.

            Per i Celti lateniani, i numeri sono invece più consistenti. Recentissimi studi tendono ad avvicinarsi al 30%, il che non è poco.

            Ma, attenzione, in realtà non esiste solo la celticità lateniana in Padania. La civiltà insubre di Golasecca è celtica dal XIII sec a.C. per cui, almeno per l’Insubria, non ha senso parlare di “Liguri”. Si tratta di un contributo celtico “autoctono”.

            In ogni caso, considerando anche le popolazioni preceltiche o non celtiche della Padania, esse rivelano un legame precoce con la civiltà celtica di Hallstatt e, prima ancora, sono interessate dalla Civiltà del Vaso Campaniforme, che studiosi come Kruta considerano protoceltica.

            Comunque, da studi recentissimi (ma lo si vedeva già dagli studi di Cavalli Sforza), risulta che già dal Neolitico l’attuale Italia era divisa in due aree macroetniche ben distinte. Una (comprendente Padania ed Italia centrale), legata al centro-nord Europa, l’altra legata all’Europa meridionale. Tra le due vi è una discontinuità genetica.

            Parliamo quindi pure di Liguri e Protoveneti (ma anche di Celti Golasecchiani autoctoni in Insubria e di Campaniformi protocelti autoctoni in quasi tutta la Padania) ma non dimentichiamo che essi erano comunque legati geneticamente alla “vera Europa” (bella espressione onetiana) e poi al mondo celtico più arcaico e che ad essi si sovrapposero poi Celti lateniani e, molto più tardi. Germani.

            Il contributo “romano” geneticamente è molto limitato (anche se oggi lo si vede, mischiato al molto più consistente apporto neolitico) ed, in Padania, se c’è ha lo stesso valore delle aree limitrofe dell’Europa centrale, ove nessuno mai parlarebbe di “etnia italo-romana”.

            Riguardo al presunto isolamento dell’Italia, innanzitutto non si tratta di studi di Cavalli Sforza. Cerchiamo di essere precisi, per favore! Lo studio in questione è stato comunque già superato da recentissimi studi. In ogni caso, nello studio si metteva asseme tutta l’Italia, assumendo dunque a priori un’unità genetica dell’attuale Italia, che invece non esiste. In buona o cattiva fede, non lo so.

            Comunque sappiamo oggi che la regione geografica italiana è in effetti l’area europea con maggior differenziazione genetica al suo interno e (nel senso che vedremo sotto, non si esalti) con maggiore distanza genetica dal resto d’Europa.

            La differenziazione genetica all’interno dell’attuale Italia è dovuta a due fattori: la differenza nord/sud e le comunità alloglotte (Cimbri, Mocheni, Walser, Arboreshe ecc.). Il fenomeno delle comunità alloglotte è interessantissimo ma riguarda poche centinaia di migliaia di persone. Rimane quindi il gradiente nord/sud. A scanso di equivoci, aggiungo anche che le comunità alloglotte, per drift genetico, sono oggi molto differenziate anche rispetto ai territori dai quali provengono.

            Riguardo all’isolamento, oggi si sa che, a parte la Scandinavia, le aree geneticamente più isolate d’Europa sono la Padania e la Toscana! Perchè qualcuno non si esalti, aggiungo però che “geneticamente isolate” significa che esse si riconnettono all’Europa per epoche anteriori al 500 a.C. circa.

            Dunque questo studi spazzano via il supposto massiccio contributo “italo-romano” e portano invece a supporre un massiccio contributo celtico lateniano in Padania, compatibile con il 500 a.C. (gli errori del metodo sono ovviamente non trascurabili). Non tratto qui del problema etrusco, su cui si potrebbe dire molto.

            Infine, non credo che gli studi di Cavalli Sforza siano superati. Cercare i singoli SNPs porta a visualizzare contributi anche minimi (spacciandoli per contributi determinanti) ma questo può confondere le idee, specialmente a chi non sia in buona fede. Gli studi a componenti proncipali danno invece un’ineguagliabile prospettiva d’insieme.

            Mi scuso se sono sempre così pignolo sull’argomento, ma non sopporto il pressapochismo e negazionismo etnico che in Italia impera!

            • Stefano fai bene ad essere preciso! Io credo pero che il contributo germanico al nord sia superiore al 15% perché in tutte le Alpi e nella fascia prealpina l elemento germanico é preponderante. Guardate la diffusione del biondismo e Dell aplogruppo i1…

            • Beh… da quanto mi risulta e’ anche vero che nelle zone montagnose del Veneto e del Friuli c’erano popolazione celtiche ma non mi risulta che i Veneti antichi siano stati celti, che poi si sono incontrati, amalgamati, è pur vero ma in origine erano una popolazione distinta. Io parlo del solo Veneto e non dell’italia settentrionale, che poi siano arrivati qui le varie ondate barbariche ed il popolo longobardo con circa 300-500mila persone fra guerrieri civili, amalgamatosi poi con i Veneti locali è pur vero anche questo. Tornando al dna del veneti ( parlo solo dei Veneti e non di altri) avremo un misto di Veneti antichi, di celti ma soprattutto di popolazioni barbariche. Di latino e di romano molto poco, difatti noi Veneti difficilmente abbiamo carnagione olivastra e soprattutto capelli neri- corvini come gli abitanti del sud.

              • Tornando ai Longobardi, il loro storico Paolo Diacono ( longobardo pure lui) dice che provenivano dai paesi nordici , forse Scandinavia , poi insediatisi nella Pannonia ( Ungheria) nei pressi , mi sembra del fiume Elba, e sempre in lotta con gli Avari, che poi fatta la pace e vissuto un po’ insieme sempre litigando, hanno preferito andarsene, dando la loro terra agli Avari, col patto che se tornavano, la avrebbero voluta indietro ( da Paolo Diacono). Una parte si è diretta in italia , prima nel Triveneto, poi , più tardi un po’ dappertutto, un’altra parte invece si è diretta in Gallia ( sempre da Paolo Diacono). Che sia stato un popolo germanico vero e proprio io avrei allora i mei dubbi, però bisogna anche capire cosa si intendeva a quel tempo ” germanici”. Faccio solo l’esempio che a quei tempi si chiamavano ” bavaresi ” gli abitanti austriaci del Tirolo, nord e sud ( dalla storia dei Longobardi).

                • Beh i veri e propri germani sono gli scandinavi e i tedeschi del nord. Gli altri sono popoli imbastardati con gli autoctoni. Bavaresi e sudtirolesi per esempio sono il risultato di una fusione tra germani reti e celti. Infatti se andate in Alto Adige e osservate la popolazione vi accorgerete che non si tratta di germani puri e duri!:) ma é certo che longobardi e goti fossero germani! Casomai nelle loro varie migrazioni assorbirono altre etnie centro-europee.

                  • Sì , hai ragione, ho controllato . Ed io pensavo che i veri antichi germani fossero quelli abitanti nei territori della odierna Germania, invece erano gli scandinavi, i paesi bassi e l’alta Germania.

      • Se leggi bene la storia vedrai che i barbari, dopo la caduta dell’impero romano, sono arrivati qui, soprattutto nel Triveneto, il più vicino, con tutta le lore popolazioni, soprattutto i longobardi, spinti da altre popolazioni barbare e dove sono poi finiti secondo te, volatizzati?, no, semplicemente si sono amalgamati con i locali.
        Qui nel vicentino ci sono molte testimonianza longobarde, toponimi di paesi, di chiesette, di casette , di sepolture e ritrovamenti di resti longobardi.
        I Carraresi di Padova con erano di origine longobarda, Eccelino o Ezzelino da Romano non era di origine germanica?, questi sono solo nomi famosi ma tanti altri no ma ci sono stati in abbondanza qui e qui sono vissuti e morti ed i loro discendenti sono ancora qui, con cognomi veneti e che parlano il veneto.
        Ben diverso il discorso dei cimbri dell’altopiano di Asiago e d di Verona, altra storia.
        I Paleoveneti puri per me non esistono più, tutti confusi con altri popoli barbari. Di certo c’è solo una cosa, che di sangue romano e di latino abbiamo ben poco, se non per qualche donzella troppo facile con i legionari romani qui di stanza come presidi militari e basta.

      • Tu parli dei cimbri del Veronese, della Lessinia in particolare ma ti dimentichi di quelli dell’ altopiano di Asiago, forse ben più numerosi. Certo che le popolazioni dell’altopiano di Asiago sono in gran parte con dna germanico o austriaco ma adesso non parlano mica tedesco ed non portano nomi tedeschi, come gli altoatesini ma hanno solo cognomi veneti e parlano solo il veneto, esattamente come i cimbri della Lessinia. come vedi anche loro si sono amalgamati col resto della popolazione locale e adesso non sono non più riconoscibili a vista come cimbri.

        • É dimostrato che la lingua cimbra era diffusa in quasi tutto il vicentino e gran parte del veronese. Il veneto insieme al trentino e al Friuli e all’est della Francia sono le regioni di lingua latina con più sangue germanico

    • <b<il latino indika una "kultura" ed una lingua (un tempo usata universalmente nell’impero romano e kuindi kattolika) … non kon una etnìa …

      tanto x farti kapire … anke i Maya e gli Azteki sono detti latini a kagion del kristianesimo della greppia romana -kattolicesimo imperiale vatikanista- ke, usando il ferro degli spagnoli suoi servi, dopo averli decimati nel fisiko li ha sottomessi ed annientati nella morale ed ancestrale loro kultura ke, bada bene, non è ke fosse una eccellenza in fatto di civiltà, kostume e demokrazia …

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