Lombardo e Caldoro: tutti pregiudizi, il Sud è “virtuoso”. E incassano

di GIORGIO CALABRESI

La Regione Siciliana ha un buco di 21 miliardi di euro, perché queste sono le “poste false” contenute nei suoi bilanci, ma il suo presidente ha ancora l’ardire che è tutto un complotto la storia del rischio default. E intanto incassa 400 milioni dal governo per affrontare la crisi di liquidità, anche se da Roma si affrettano a dire che si tratta di “trasferimenti già previsti”: sta di fatto che senza questa iniezione di quattrini la Sicilia a fine mese non avrebbe pagato gli stipendi di quasi 28 mila dipendenti avendo in cassa solo 3 milioni di euro. “Avrò modo di chiarire al presidente Monti la massa di equivoci e menzogne che si sono lette in questi giorni”: Così il governatore Raffaele Lombardo, incontrando i giornalisti a Palazzo d’Orleans. “La Regione Siciliana non è a rischio default – ha detto Lombardo-. Tutto il resto sono chiacchiere per nulla disinteressate. Il bilancio è certificato dalla Corte dei conti, e i nostri conti sono qualificati ‘baa2’, come il comune di Milano e di Venezia. Dietro di noi ci sono il Lazio, la Campania e il Molise”. “Non è vero che da Roma vogliono le mie dimissioni. Vogliono invece che resti, a qualsiasi titolo, per poter consegnare la Sicilia ai loro giochi di partito. Non vogliono che qui si voti ad ottobre – ha detto Lombardo -, perchè non riuscirebbero a realizzare l’accordo fatto sulla testa della Sicilia. Si prometteranno la Sicilia in cambio di un ministero”.

Raffaele Lombardo vuole buttarla in caciara, direbbero a Roma. Evidentemente per lui i numeri sono un’opinione. Prendiamo la sanità. Nel Rapporto Oasi 2011 sul Sistema Sanitario Nazionale si legge: “Considerando il periodo 2001-2010, il disavanzo complessivo cumulato ammonta a 38,1 miliardi di euro, di cui 18,531 miliardi (corrispondenti al 74% del disavanzo cumulato) sono rimasti a carico dei bilanci regionali, mentre la parte rimanente è stata coperta da assegnazioni dello Stato. Tre Regioni (Lazio, Campania e Sicilia)  da sole hanno prodotto il 69% sia del disavanzo 2010, sia del disavanzo cumulato 2001-10. L’identità tra il dato puntuale 2010 e quello cumulato del decennio, tra l’altro, riflette in modo molto efficace la natura strutturale delle criticità istituzionali, organizzative e gestionali di queste tre regioni”.

Ma per altri il Mezzogiorno sembra il regno del bengodi. “Il Sud ha subìto e subisce troppi pregiudizi e questo luogo dimostra che sono valutazioni superficiali”. Così il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, in un video postato sul suo blog e girato nella piazza di Castellabate, centro del Cilento (Salerno) e set del fortunato film ‘Benvenuti al Sud’. “Bisogna analizzare e discutere su come le cose siano andate realmente”, ha stigmatizzato il governatore riferendosi a chi, invece, dipinge il Sud soltanto come un luogo “violento”. “Qui abbiamo raggiunto i massimi obiettivi in termini di repressione delle mafie, con l’arresto di tutti i grandi boss – ha ricordato -. Qui c’è la più alta percentuale di beni sequestrati alla malavita”.  E dove dovrebbero essere sequestrati, scusi, Caldoro?

E anche sul tema dei rifiuti, il presidente ha ricordato i Comuni che hanno “percentuali di raccolta differenziata tra le più alte” in Italia con “presenze straordinarie in termini di buone amministrazioni comunali”. Un’altra eccellenza è rappresentata dalle analisi di Legambiente e “dal fatto che, di recente, abbiamo conquistato metri di costa e di mare per la balneazione”. “Abbiamo dimostrato – ha aggiunto – che si può fare buona politica”. Il Meridione non è più, per Caldoro, il Sud “spendaccione che non guardava alla spesa di qualità e spendeva per altri e chiedeva al resto del Paese”. “Abbiamo dimostrato – ha ribadito – che si può fare buona politica sulla sanità (sic!!!), sui trasporti, dove abbiamo corretto i conti e siamo diventati punto di riferimento in Europa per i Grandi progetti che trasformeranno la nostra bellissima realtà”. Il governatore ha poi sottolineato che la Campania e il Sud, nei momenti difficili, abbiano “sempre dimostrato grande solidarietà”. Esiste “un Sud diverso che non vuole discutere di pregiudizi, ma affrontare la crisi e guardare al futuro con orgoglio sapendo di poter essere un’eccellenza e un esempio per tutti”.

Che esista anche un Sud diverso non obiettiamo, ma venirci a raccontare che son tutte rose e fiori è una presa per i fondelli. L’ennesima.

Clicca sotto per vedere il video di Caldoro:

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Elogio sentito per la Sanità Pubblica italiana...

Articolo successivo

I soldi a Formigoni: una informativa parla di 9 milioni di euro